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Porgy and Bess
al Teatro Massimo “Bellini” di Catania
Rappresentata per la prima volta a Boston il 30 settembre del 1935 l'opera in tre atti Porgy and Bess di Du Bose, Heyward e Ira Gershwin per le musiche di George Gershwin fu dapprima accolta dal pubblico statunitense con qualche perplessità ma in seguito venne accettata con crescente favore e da allora viene considerata, a giusto titolo, l'opera lirica americana per eccellenza.
Il capolavoro di George Gershwin offre una perfetta mescolanza di strutture operistiche occidentali (ovviamente intese in senso lato e non certo prettamente ottocentesco) e di personali rielaborazioni della musica nera (in particolare dei work songs e del blues) dando luogo ad un amalgama il cui perfetto equilibrio affonda nella coralità dell'opera. Il popolo nero è il vero e assoluto protagonista di un'opera in cui ogni singola individualità sembra quotidianamente confrontarsi con un fato ostile e avverso, quasi forza metafisica invincibile e insormontabile, mai però presentato e avvertito come reale e concreta contraddizione razziale o sociale.
La partitura di George Gershwin si avvale della descrizione sonora di un cupo“temporale” e ascoltando attentamente ci è sorto il dubbio che forse il musicista americano avrà subito nella composizione del brano il fascino di celebri “temporali” del teatro lirico, quali per esempio quelle del Guglielmo Tell di Rossini, del Pirata di Bellini o dell' Otello di Verdi…chissà!
 L'edizione del New York Harlem Theatre presentata al Teatro Massimo “Bellini” di Catania in prima serata mercoledì 7 ottobre si è avvalsa della magica e appassionante regia di Baayork Lee, la cui forte ed incisiva personalità ha saputo imporre alla performance tutti i tratti più genuinamente e schiettamente autentici del folklore afro-americano. Suggestive e realistiche le scene di Michael Scott, attraenti e adeguati all'azione scenica sia le luci di Reinhard Traub che i deliziosi costumi di Christina Giannini.
Kevin Short ha saputo ben dosare il personaggio di Porgy sia come mimica corporea sia da un punto di vista vocale, mettendo in campo un organo fonatorio saldo e ben strutturato. Morenike Fadayomi si è manifestata una Bess di elevata prestanza e sensualità scenica oltre che vocale, riuscendo anche ad aderire perfettamente alla personalità contraddittoria del personaggio, ora incline alla dolcezza e alla purezza, ora alla fiacchezza morale ed al traviamento.
Di buon livello le prove vocali offerte da Jermaine Smith (Sportin' Life), Cedric Cannon (Crown), Alison Buchanan (Serena), Marjorie Wharton (Maria)), Dara Rahming (Clara).
La compagnia di canto e l'allestimento del New York Harlem Theatre hanno posto il loro prezioso suggello ad uno spettacolo decisamente riuscito in ogni sua parte. Il maestro William Barhymer ha condotto con sicurezza l'orchestra del nostro teatro anche se talvolta è scivolato verso un'esecuzione alquanto sopra le righe e propendente verso effetti roboanti e quasi bandistici.
Giovanni Pasqualino
9/10/2009
Le foto del servizio sono di Giacomo Orlando.
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