La governante
allo Stabile di Catania
La commedia in tre atti La Governante di Vitaliano Brancati fu scritta nel 1952 ma la censura dell'epoca, particolarmente prona ai dettami del moralismo cattolico allora imperante in Italia sotto l'egida del partito della Democrazia Cristiana, che molto poco aveva di democratico e ancor meno di cristiano, ne impedì la rappresentazione fino al 1965, anno in cui venne messa in scena per la prima volta con esito positivo al Teatro Duse di Genova.
Con la sua ben congegnata creazione teatrale, lo scrittore siciliano era riuscito nel difficile risultato di far penetrare in una realtà quotidiana banale e formalista il seme del dubbio, della tolleranza, della ragione e della verità. La descrizione di comportamenti sessuali non proprio ortodossi all'interno di una famiglia siciliana trapiantata a Roma (I Platania) provocò l'ira sdegnata dei benbensanti, dei moralizzatori e soprattutto di quei buoni clericali che ravvisarono nel lavoro dello scrittore siciliano un'oscenità e un'immoralità che oggi giudicheremo assolutamente inesistente. Tale atteggiamento portò Brancati a ripubblicare l'opera teatrale con lo scritto introduttivo dal titolo Ritorno alla censura che può considerarsi uno dei più suggestivi e profondi pamphlet italiani del 900 inneggianti alla necessità della laicità e libertà della cultura all'interno di uno stato che possa e voglia dirsi civile e veramente democratico.

La versione presentata al Teatro Verga di Catania il 13 gennaio 2012 scorso per la Stagione dello Stabile ha ottenuto un successo caloroso ed unanime, certo per merito anche della sagace e intelligente regia di Maurizio Scaparro che ha saputo far emergere dal testo brancatiano, per trasferirlo nel vivo del palcoscenico, tutta la sua veemente carica di mordace humor e di pungente critica all'ipocrisia ed ai luoghi comuni della così detta "gente per bene". Di buon livello artistico anche le prove offerte dagli attori, tutti in perfetto ruolo, che hanno dato vita allo spettacolo: Pippo Pattavina (Leopoldo Platania), Giovanna di Rauso (Caterina Leher), Max Malatesta (Alessandro Bonivaglia), Marcello Perracchio (portiere), Giovanni Guardiano (Enrico), Valeria Contadino (Jana), Veronica Gentili (Elena), Chiara Seminara (Francesca). Di particolare avvenenza e suggestione erano le scene ed i costumi realizzati da Santuzza Calì. Le musiche di Pippo Russo si sono rivelate ricche di spunti originali che pescavano nel ricco humus delle antiche cantilene popolari della nostra terra.
Giovanni Pasqualino
15/1/20112
Le foto del servizio sono di Antonio Parrinello.
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