| LLa compagnia GoDoT di Ragusa presenta
L'Attrice
scritto e interpretato da Federica Bisegna 
Per il secondo appuntamento della rassegna Percezioni, domenica 10 gennaio è andata in scena al Centro Zo di Catania L'Attrice, scritto e interpretato da Federica Bisegna, per la regia di Vittorio Bonaccorso. Il lavoro, molto brillante e denso di una corrosiva e incalzante critica nei confronti del dorato mondo dello spettacolo, era tratto da un'idea di Aldo Nicolaj, idea che la Bisegna ha ben adattato e calibrato sui tempi attuali, rendendolo ancor più frizzante e incisivo. La giovane interprete, dotata di un'ottima tecnica che le permette virtuosismi da manuale, oggi dimenticati da buona parte degli attori, ha dominato da sola la scena per più di un'ora, senza un attimo di cedimento, tenendo incatenata l'attenzione del pubblico, che ha anche coinvolto nella recita, riuscendo a rispondere a soggetto a battute spiritose quanto inopinate.
Nei panni di Anastasia Goffredini, un'attrice dotata di un esaltante curriculum, ma sempre disoccupata, ridotta alla miseria e alla perenne ricerca di un contratto, la Bisegna ha offerto al pubblico un incisivo spaccato sulla condizione del teatro e del cinema contemporanei, ridicolizzando impietosa i vari registi impegnati, le miserie esistenziali di attori che oggi vanno per la maggiore, e tutte le meschinerie di un mondo che può sembrare affascinante e magico solo agli allocchi, incapaci di capire che non è affatto oro tutto quel che luccica.
Concepito come One Woman Show, L'Attrice si è concretizzato sul palcoscenico anche e soprattutto come un pezzo di bravura, dove la Bisegna ha potuto dare il meglio di sé, evidenziando volta a volta una mimica eccezionale, una grande versatilità nel passaggio dal registro serio a quello comico, una buona musicalità nell'interpretazione della Canzone di Barbara dall' Opera da Tre Soldi di Brecht e un'ottima conoscenza del francese.
La regia di Vittorio Bonaccorso, che insieme alla Bisegna è l'animatore della Compagnia G.o.D.o.T di Ragusa, è riuscita con pochi elementi scenici a ben caratterizzare il disordine e la confusione che attorniano un'attrice perennemente disoccupata, permettendo nello stesso tempo anche l'esibizione delle capacità alla Fregoli della protagonista, che col suo mutare spesso abito riusciva comunque a creare un certo dinamismo temporale sulla scena.
Graziano Raniolo, al sax soprano, ha punteggiato con garbo e misura l'esibizione, evidenziando quando necessario anche le caratteristiche onomatopeiche del suo strumento.
Giuliana Cutore
13/1/2010
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