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La stagione lirica 2009 del Teatro Bellini inaugura con
Medea
di Luigi Cherubini
Anche se al suo debutto non godè di adeguata fama, con quest' opera, rappresentata per la prima volta al Théâtre Feydeau il 13 marzo 1797, Luigi Cherubini aprì la strada al melodramma tragico ottocentesco, prendendo le distanze dalle consuetudini settecentesche, riuscendo a infondere in tutta la partitura un clima di funesta sciagura, sinistri presagi e disperata passionalità.
L'opera approdò in Italia nel 1909 e venne presentata alla Scala di Milano nella traduzione di Carlo Zangarini, mentre i recitativi, che secondo la tradizione del teatro Feydeau e dell'opéra-comique dovevano rimanere dialoghi parlati, erano già stati messi in musica da Franz Lachner per una rappresentazione avvenuta a Francoforte sul Meno il 1° marzo 1855.
La ripresa in tempi moderni ebbe luogo nel 1952 al maggio musicale fiorentino, con la superba interpretazione di Maria Callas che ha infuso come una nuova vigoria all'opera, che da allora sembra aver trovato una fresca e più gagliarda linfa vitale in tempi moderni.

L'edizione che ha debuttato il 15 gennaio 2009, in un nuovo allestimento curato dal Teatro Massimo Bellini di Catania, è riuscita a cogliere i tratti più profondi, penetranti e significativi di un capolavoro tipicamente preromantico nel quale l'amore della maga colchica rigettato da Giasone si spinge, per trovare vendetta, fino al patologico e selvaggio omicidio dei figli: soluzione quest'ultima che qualche trentennio dopo sarà evitata da Bellini e Romani con Norma, incruenta Medea, che non ucciderà ma affiderà i due figli, prima di morire, alla tutela del vecchio padre.
La regia di Lamberto Puggelli ha utilizzato congruentemente la cavea di un teatro antico come scena fissa per tutti e tre gli atti della tragedia, quasi carcere materiale e spirituale nel quale azioni e sentimenti della protagonista non possono non sfociare in un tragico quanto ineluttabile destino di disperata solitudine e morte.
L'orchestra del nostro teatro ha dimostrato di essere una compagine quanto mai precisa e coesa seguendo con diligenza e precisione il maestro Evelino Pidò, il quale ha colto della non semplice partitura ogni piccola sfumatura ed ogni più lieve variazione dinamica, evidenziando senso della misura e buon gusto soprattutto nel non prevaricare mai con sonorità eccessive le voci dei cantanti.
Chiara Taigi ha assolto con grande maestria al suo compito, dando vita ad una Medea che sembrava scritta per la sua voce vigorosa, tipica del soprano lirico-drammatico ma nello stesso tempo duttile e agile nei molti passaggi di registro. Ha anche esibito doti interpretative e recitative davvero rare in una cantante d'opera riuscendo a delineare con perizia e forza la conturbante e selvaggia figura della maga colchica.
Anna Chierichetti è stata una Glauce dal timbro chiaro e luminoso, davvero ragguardevole nella sua resa nell'aria “O amore vieni a me”, in cui riusciva a levigare ogni nota con singolare delicatezza e garbo. Carlo Cigni nella parte di Creonte ha messo in campo una voce dai colori bronzei e cupi ma sempre nitida e pulita perfino nelle zone più gravi riuscendo a cantare con grande forza la sua magnifica aria “Qui tremar devi tu”, infondendole un incedere intensamente ieratico e regale.
Il tenore Andrea Caré è stato un buon Giasone, mostrando sicurezza e abilità nell'emissione vocale e nel dosaggio dell'espressività emotiva del personaggio. Molto precisa e sicura di sé si è rivelata la cantante Agnes Zwierko (Neris), che ha sfoderato una voce ben equilibrata e dalle timbrature accurate specie nella sua aria: “Solo un pianto con te versare”.
Il Coro del nostro teatro, ben diretto come al solito da Tiziana Carlini, ha assolto al suo compito con alta professionalità, precisione, accuratezza e netto stacco dei tempi, fornendo quasi un'eco dal carattere di contrappunto all'intera dolorosa e angosciante vicenda di Medea. Suggestive e affascinanti le scene di Marco Capuana, di grande presa e bellezza i costumi di Darko Petrovic. Il foltissimo pubblico intervenuto alla rappresentazione (si è anche registrata la presenza del l'ambasciatrice di Giordania in Italia Wijdan Fawaz Al-Hashemi) ha tributato a questa edizione lunghi e reiterati applausi.
Giovanni Pasqualino
16/1/2009
La foto è di Giacomo Orlando per il Teatro Massimo Bellini di Catania.
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