RECENSIONI
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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


 

Matteo Musumeci

al Teatro Brancati di Catania

Giovane compositore che già vanta un curriculum di tutto rispetto, Matteo Musumeci ha offerto al pubblico catanese un concerto dedicato interamente alle sue creazioni da lui stesso arrangiate, adattate, ridotte e dirette per un'orchestra che si avvaleva di un ensemble formata da bravi, agguerriti e valenti musicisti etnei quali: Gaetano Cristofaro (clarinetti e sassofoni), Alessandro Cortese (primo violino), Emilia Belfiore (secondo violino), Aldo Randazzo (viola), Alessandro Longo (violoncello), Alberto Amato (contrabbasso) e lo stesso Musumeci al pianoforte.

Il programma della serata già dal depliant si evidenziava multiforme ed avvincente, in quanto portava in scaletta buona parte delle migliori partiture del giovane ma già affermato ed estroso musicista, partiture dalle quali si evince come la sua singolare vene inventiva lo collochi nel solco della migliore tradizione dei più acclamati autori di musiche di scena e di colonne sonore italiani.

Il suo tipico fraseggiare, la conduzione delle parti, la distribuzione del materiale fonico, l'intreccio armonico, gli impasti timbrici e orchestrali hanno rimandato il nostro udito a vigorosi, vivaci e versatili creatori italiani di indimenticabili e memorabili melodie quali Carlo Rustichelli, Riz Ortolani, Nino Rota, Francesco Mannino, Ennio Morricone, Stelvio Cipriani, Nicola Piovani.

Così Musumeci e la sua orchestra hanno eseguito con elegante swing e misurato ed affabile sound i brani: Stormy time, la Suite de «L'uomo che incontrò se stesso», la Suite delle musiche di scena del dramma «Classe di ferro», la Suite delle musiche di scena del dramma verghiano « La Lupa » e poi i brani Gli industriali del Ficodindia, Claudia, Oltre, Mater Dei, Butterfly Lullaby (rielaborazione musicale del coro muto di Madama Butterfly di Giacomo Puccini).

Ha concluso l'accattivante performance di Matteo Musumeci e della sua valida band una Suite di arie, intermezzi e brani strumentali tratti dalla sua opera Aitna. Proprio dalla personalissima ed ispirata opera dedicata dal giovane compositore al nostro vulcano sono stati eseguiti: “Passaru i jorna”, “Castagno dei Cento Cavalli”, “Intermezzo”, “Tema d'amore” e “Medley Aitna”, brani attraverso i quali Musumeci ribadisce l'humus dal quale trae linfa la sua felice inventiva melodica: i canti di lavoro dei contadini, dei solfatari, dei pescatori e dei carrettieri siciliani. I canti dell'abbandono e dell'emigrazione. I canti d'amore, di vendetta, di rassegnazione e qualche volta di speranza di cui ancora è viva la nostra tradizione isolana.

Così alcuni brani vocali di Aitna sono stati eseguiti con estremo pathos lirico e grande versatilità canora dal soprano Paola Alaimo e dal Basso-Baritono Simone Alaimo, che sono riusciti con estremo garbo ed accuratezza stilistica a far affiorare tutto lo struggente pathos delle nenie e delle cantilene tipiche della nostra terra e dell'area mediterranea.

L'attore Agostino Zumbo ha letto con grande partecipazione emotiva e singolare professionalità alcuni suggestivi e affascinanti passi dell'opera che ha debuttato nel 2005 presso il Teatro nazionale della Moravia-Slesia di Ostrava, registrando ben due anni di repliche e venedo rappresentata perfino a Katowice in Polonia e presso il Teatro di Stato di Praga.

Ci chiediamo cosa aspetti ancora il nostro Teatro Massimo Bellini di Catania a mettere in scena Aitna, opera oramai tanto lodata, decantata e celebrata del bravo del valente compositore catanese.

Giovanni Pasqualino

3/5/2010

La foto del servizio è di Giuseppe Messina.