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Musiche di Francesco Paolo Frontini
al Monastero dei Benedettini
a cura della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Catania
Nato a Catania il 6 agosto del 1860, Francesco Paolo Frontini fu un celebrato compositore a cavallo fra fine Ottocento e gli inizi del 900. Dopo avere manifestato precoce propensione per la musica, era figlio d'arte poiché il padre Martino fu fondatore e direttore per 37 anni della Banda Civica etnea, si recò per approfondire i suoi studi prima al Regio Conservatorio di Palermo, dove fu valente alunno di Pietro Platania, e in seguito al Conservatorio di Napoli dove si diplomò brillantemente in composizione.
Già nel 1881 si era rivelato come felice promessa con il melodramma in tre atti Nella, rappresentato con successo il 31 marzo al Teatro Comunale di Via Vecchio Bastione, ed in seguito confermò la sua tempra creativa con Sansone (1882), Fatalità (1890) ma soprattutto con l'opera Malìa (1891) scritta su libretto di Luigi Capuana e certamente da considerarsi il suo capolavoro per l'abilità di delineare con profonda sensibilità musicale l'intensità psicologica tutta siciliana dei protagonisti. L'opera infatti riportò trionfi a Bologna, Milano e Torino.
Del 1899 è ancora il melodramma Il Falconiere ed il poemetto lirico Medio-Evo che gli valse i più caldi e sinceri elogi di Jules Massenet.
Frontini compose pure arie da camera e varia musica strumentale, dando vita anche a due preziose raccolte di musiche popolari: Eco di Sicilia e Natale siciliano, la prima comprendente cinquanta brani, la seconda molte nenie con le quali il popolo siciliano festeggiava il Natale. Entrambe rappresentano un originale tributo del musicista alle tradizioni popolari della nostra terra.
Il compositore etneo, nel corso della sua vita, insegnò contrappunto all'Ospizio di Beneficenza di Catania, allora fucina inesauribile di validi strumentisti e compositori. Morì nella città etnea nel 1939.
La Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Catania (Istituto di Storia della Musica) ha dato vita, mercoledì 28 ottobre, presso il suggestivo Coro di Notte del Monastero dei Benedettini della città, ad un recital di musiche del maestro catanese dal titolo Lascia ch'io t'ami, Francesco Paolo Frontini nel panorama della vocalità cameristica italiana otto-novecentesca.
Il concerto ha voluto mettere in evidenza la produzione di romanze del musicista, produzione particolarmente felice e apprezzata sia per l'immediatezza dell'ispirazione sia per la particolare soavità e dolcezza comunicata dalla sua vena melodica.
La prof.ssa Maria Rosa De Luca, docente di Storia della Musica presso dell'Università di Catania, ha dato l'abbrivo alla serata collocando in maniera chiara, sintetica, precisa e accurata la figura di Francesco Paolo Frontini all'interno della musica e della cultura italiana e particolarmente siciliana a lui coeva, ricordando anche i sodalizi con Giovanni Verga, Luigi Capuana, Mario Rapisardi ed altri gloriosi esponenti dell' intellighenzia locale a cavallo fra la fine dell'800 e gli inizi del 900.
Il prof. Gianfranco Plenizio ha offerto una piacevole, colta e vasta carrellata sulla storia della Romanza italiana, dai suoi inizi fino al suo declino, intercalata all'ascolto di significativi brani di autori italiani di tale pregevole genere oggi purtroppo negletto ed erroneamente trascurato, a detta delle stesso relatore, dalla musicologia contemporanea.
A seguire la calda e preziosa voce del soprano Irina Iordachescu, accompagnata al pianoforte con estrema discrezione ed eleganza dalla pianista Anna Maria Calì, ha offerto al foltissimo pubblico convenuto (erano presenti anche i discendenti del bravo musicista) nove romanze di Francesco Paolo Frontini: Le nuage (Emile Zola), Serenata Araba (Calcedonio Reina), Marinaresca (Giacomo Sacchero), Canto di Mignon (Antonio Ghislanzoni), Viole Bianche (Annie Vivanti), Lauda di suora (Mario Rapisardi), Tu non m'ami (Heinrich Heine), La ritrosa (Luigi Morandi), Baci Mortali (Annie Vinanti). Ai reiterati e calorosi applausi le due brave interpreti hanno risposto con un delicato bis, la Preghiera di Maria.
Giovanni Pasqualino
31/10/2009
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