RECENSIONI
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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


 

Crucifixus

Concerto lirico e meditativo del Venerdì Santo alla Badia di Sant'Agata

È una gradita sorpresa, in un momento così buio per il nostro paese, dove i numerosi tagli alla cultura imposti dalla crisi hanno come ricaduta solo e soltanto geremiadi e lamentazioni dei vari enti lirici e teatrali, che affliggono il pubblico prima di ogni spettacolo con comunicati da tragedia greca, dove alle invettive contro il governo si mischiano richieste più o meno esplicite di manifestazioni di protesta popolare che dovrebbero permettere ai succitati enti di continuare a far germogliare cariche e incarichi a spese dell'erario pubblico, assistere ad un concerto di ottima qualità, non sovvenzionato da nessuno, ad opera di volenterosi amanti dell'arte che grazie soltanto ad una sapiente collaborazione riescono a mettere in piedi manifestazioni artistiche che nulla hanno da invidiare a ben più blasonate ed esose istituzioni.

A tali amare riflessioni non poteva sottrarsi certamente chi assisteva venerdì 3 aprile, per la Stagione concertistica e di musica sacra “In Cordis Jubilo”, presso la Monumentale Chiesa della Badia di s. Agata, a Crucifixus, un concerto lirico e meditativo del Venerdì Santo, organizzato dal Coro Lirico Siciliano, diretto dal maestro Francesco Costa. Il programma comprendeva, in un excursus religioso e mistico di grande intensità, alcune bellissime pagine ispirate appunto alla Passione di Cristo: Adoramus te, Christe e Popule meus di Domenico Bartolucci, Le ultime parole di Gesù sulla croce di Giuseppe Ramella, una scelta di Corali della Passione tratti dalla Matthäuspassion e dalla Johannespassion di Johann Sebastian Bach, e lo Stabat Mater di Giuseppe Verdi. Tali brani erano introdotti, a mo' di commento e guida, dalla voce recitante di Carlo Ferreri, fine dicitore che con garbo e stile ha punteggiato il concerto sottolineandone il carattere meditativo, che il numeroso pubblico intervenuto ha accolto e fatto proprio con vibrante partecipazione.

Il coro, sapientemente diretto da Francesco Costa, è riuscito ad esaltare l'afflato mistico che si sprigionava da questi brani, cantando con grande musicalità, senza mai forzare le sonorità, rendendole anzi vellutate e a tratti evanescenti grazie ad un uso quanto mai appropriato delle mezze voci, e di repentini e ben calibrati passaggi dal forte al pianissimo raramente riscontrabili in altre compagini corali. Da quest'ottima esecuzione traspariva soprattutto il paziente e fine lavoro di cesello che Costa dedica ai suoi cantanti, la cura dei particolari, al fine di un'esecuzione volta non solo a eseguire le note, ma a fare musica nel senso più pieno del termine. Ottima anche la prova fornita da Riccardo Bosco, basse-baritone dotato di una voce robusta ma morbida, dalla timbratura bronzea, che è intervenuto come solista nel brano di Ramella e nei corali bachiani.

Hanno coadiuvato il coro Paola Budano al pianoforte elettrico e Paolo Cipolla all'organo elettrico.

Alla fine del concerto, cui il pubblico ha tributato entusiastici applausi, ha preso la parola l'arcivescovo di Catania, Monsignor Salvatore Gristina che, nel ringraziare il maestro Costa e tutto il Coro Lirico Siciliano, ha voluto ricordare come la salvaguardia del patrimonio culturale dell'umanità sia salvaguardia del passato dell'uomo, compito dal quale nessuna confessione religiosa può esimersi; da qui il prelato è passato a commemorare le giovani vittime cristiane del recente, sanguinoso attentato in Kenya, deplorando, in una con tale barbaro eccidio, gli scempi operati ai danni di siti archeologici di valore inestimabile per l'umanità, e rivolgendo un accorato appello a Dio affinché faccia cessare tali empietà, ancora più colpevoli perché si nascondono sotto il velo della religione.

L'esecuzione, fuori programma, del soave e delicatissimo Ave verum, di Wolfgang Amadeus Mozart, ha chiuso come una nota di speranza in un futuro migliore la serata.

Giuliana Cutore

4/4/2015

La foto del servizio è di Mario Romano.