RECENSIONI
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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


 

Quando la farsa diventa filosofia di vita

Falstaff

La commedia musicale in tre atti Falstaff di Arrigo Boito per la musica di Giuseppe Verdi è altamente significativa per vari motivi. In primis perché all'interno di tutta la produzione del grande di Busseto l'opera è proiezione psichica non solo della vecchiaia di quest'ultimo ma anche e soprattutto della vecchiaia dell'Uomo in senso lato, quella del decadimento fisico che compatisce e comprende se stesso e così si accetta senza mascherarsi dietro ipocriti velami o usare falsi contrappesi di presunta superiore saggezza e assennatezza che giungerebbero, come ebbe a sottolineare un grande umorista, quando oramai non servono proprio a nulla.

In secondo luogo essa realizza all'interno dell'intera produzione di Verdi un capovolgimento dialettico che al contempo smentisce e conferma quanto il compositore aveva elaborato nel corso della sua lunga e fruttuosa carriera di autore melodrammatico. Dopo avere creato personaggi travolti dal loro stesso senso dell'onore come Ernani, devastati dall'odio e dalla vendetta come Rigoletto, uccisi dalla rinuncia d'amore come Violetta, travolti dal destino come Alvaro, uniti fino all'estremo palpito di vita e nella morte come Aida e Radames o accecati dal demone della gelosia come Otello, insomma dopo avere rappresentato ed espresso nelle sue partiture tutta la gamma dei sentimenti più esasperati, esacerbati, convulsi e travolgenti dell'animo umano tanto cari al Romanticismo ecco che canto del cigno del compositore romagnolo sarà un'opera comica che in certo qual senso irride ad ogni coinvolgimento emotivo ricordandoci ironicamente e sardonicamente che niente va preso sul serio e che «tutto nel mondo è burla».

La sonora e grassa risata del musicista, che alla fine tutto comprende e tutto accetta delle umane passioni, strappandone il velo di Maia della loro illusorietà ed inanità, echeggia dall'inizio alla fine di una creazione nella quale la spensieratezza, la gioia di vivere, l'amore per la vita la fanno da padrone assoluto, trasfondendo e tramutando l'allegria dal mondo fisico per spingerla ed elevarla verso un atteggiamento sempre più metafisico.

Di questo grande messaggio di spensieratezza, per noi equivalente al beethoveniano Inno alla Gioia, regalatoci da Giuseppe Verdi, è stata realizzata dalla Dynamic la registrazione di un'edizione davvero eccellente prodotta dall' Opéra Royal de Wallonie nel novembre del 2009. Il magnifico DVD si avvale di un cast davvero eccezionale: Ruggero Raimondi (Flastaff), Luca Salsi (Ford), Tiberius Simu (Fenton), Virginia Tola (Mrs Alice Ford), Sabina Puertolas (Nannetta), Cinzia De Mola (Mrs Quickly), Liliana Mattei (Mrs Meg Page), Gregory Bonfatti (Dott. Cajus), Pietro Piccone (Bardolfo), Luciano Montanaro (Pistola). Di particolare suggestione e bellezza la regia, i costumi e le luci dell'estroso Stefano Poda. Il maestro Paolo Arrivabeni dirige con mano sicura e grande nonchalance l'efficace orchestra ed il ben preparato coro dell'Opéra de Wallonie

Giovanni Pasqualino

2/5/2011