Un volume di Vincenzo di Mauro
su Richard Wagner
Decidere ai giorni nostri di occuparsi di Richard Wagner e della sua produzione richiede una certa dose di coraggio, superata la quale è necessaria un'ulteriore sovrabbondanza di energia, una non comune preparazione di carattere mitologico e metafisico, per non parlare poi delle competenze musicali, musicologiche e compositive che si debbono possedere per penetrare a fondo nel tessuto semantico dei significati simbolici e degli ulteriori rimandi ad allegorie e metafore che mascherano i fondi primigeni ed ancestrali sui quali poggiano.
Il volume di Vincenzo Di Mauro, violinista e direttore d'orchestra genovese stabilitosi da anni in Sicilia, dal titolo Mytos. L'anello del Nibelungo, Parsifal, Richard Wagner e la Tradizione, stampato dalla casa editrice romana Albatros nell'aprile 2011 e diffuso da recente nelle librerie italiane, ricostruisce con singolare pazienza, meticolosità e precisione le fonti dei miti che stanno alla base della complessa ed articolata concezione wagneriana: in particolare degli esiti finali della sua suggestiva, affascinante e originale mitografia, quella affiorante cioè dalla tetralogia L'anello del Nibelungo e quella trasbordante dal Parsifal. L'autore, compiendo un excursus non certo rettilineo ma a cerchi concentrici ed in un incessante moto a spirale, ha dato vita ad una ricerca atta a rivelare le fonti “prime”, cioè le scaturigini della mitologia germanica e dei Misteri della religione cristiana, che nel caso specifico della concezione wagneriana sembrano integrarsi in una superiore fusione alchemica.
Il bravo musicologo si sofferma ampiamente sulle concezioni cosmogoniche, cosmologiche e antroposofiche dei testi sacri antichi quali Veda, Upanisad, Avesta, Qabbalah, Talmud, Vecchio e Nuovo Testamento, enucleando ampie digressioni sui miti Ariani e sugli Iperborei, non senza approfondimenti sui posteriori poemi medievali che ripropongono e ripristinano, certo con diverse simbologie, antichi miti: Beowulf, Edda, Nibelungenlied, Ciclo di re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda ecc.
Viene delineata anche la concezione etica ed estetica wagneriana, con tutte le sue conseguenze sociali e culturali; vengono anche definite le funzioni ed i compiti assegnati all'opera d'arte totale (Gesamtkunstwerk) nella società contemporanea. Il saggio passa poi a descrivere il complesso rapporto Nietzsche – Wagner, l'iniziale amicizia fra le due grandi personalità (il filosofo dedicherà al compositore il suo geniale, intelligente e stravagante volume La Nascita della Tragedia dallo spirito della musica) e la successiva inimicizia – avversione sfociata in vero e proprio odio fiero da entrambe le parti, odio che troverà esplicitazione pubblica nei volumetti di Nietzsche Il caso Wagner e Nietzsche contra Wagner.
Il lavoro del Di Mauro cerca anche di gettare luce sulla concezione politica wagneriana, prendendo le mosse dalle iniziali suggestioni libertarie e anarchiche trasfuse al musicista dalla lettura delle opere di Ludwig Feuerbach e dalle teorie del cospiratore russo Michail Bakunin, quest'ultimo conosciuto a Dresda in occasione delle sommosse popolari del 1848/49, ai successivi influssi delle teorie di Darwin e soprattutto del conte Joseph Arthur de Gobineau. Le idee sulla superiorità della razza ariana e sull'incomunicabilità fra culture diverse, ben manipolate con la complicità della moglie Cosima, costituirono un vasto substrato dottrinario per le posteriori funeste, tragiche e devastanti teorie razzistiche nazionalsocialiste. In tal senso, l'autore riesce a stabilire e mantenere un certo equilibrio storiografico districando lucidamente i dati concreti dalle manipolazioni e dalle falsificazioni operate dalla cultura più tendenziosa ed ideologizzata.
Per tutta questa serie di motivi lo studio di Di Mauro si rivelerà tanto denso quanto utile per tutti coloro che vogliano approfondire l'ideologia wagneriana e soprattutto scandagliare i miti portanti della sua concezione etica, estetica e religiosa, che ha guidato la sua ambigua e contraddittoria ma sicuramente fulgida ed originale creatività.
Giovanni Pasqualino
25/7/2011
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