Motezuma
di Antonio Vivaldi
Il dramma per musica in tre atti Motezuma, libretto di Alvise Giusti per la musica di Antonio Vivaldi, andò in scena per la prima volta nel 1733 per l'allestimento autunnale del Teatro Sant'Angelo di Venezia. Il manoscritto autografo della preziosa partitura è stato rinvenuto nel 2002 nell'archivio della biblioteca musicale della Singakademie di Berlino e ad esso si rifà la magnifica edizione, ricostruita in alcune parti mancanti da Alessandro Ciccolini, registrata dalla Dynamic al Teatro Comunale di Ferrara nel gennaio del 2008.
In questa gustosa opera di soggetto esotico, il compositore veneziano, come scrive Mariateresa Dellabora nel suo illuminante libretto, pur rimanendo all'interno dello schema architettonico tradizionale, lo arricchisce, sia nella splendida sinfonia d'introduzione, che nei pezzi chiusi, di : «…densità timbrica e un brio ritmico unico».
Dopo tormentate vicissitudini nelle quali gli invasori spagnoli, guidati da Fernando Cortés, e gli indigeni, con a capo il loro re Motezuma, si scontreranno in modo cruento e feroce, l'obbligo del lieto fine, tipico dell'opera settecentesca, porterà ad una riconciliazione fra il sovrano ed il conquistatore che si realizzerà grazie al matrimonio della figlia del primo, Mitrena, con il fratello del secondo, Ramiro.
Bisogna notare pure che le arie si presentano nella convenzionale forma tripartita, ma vengono parecchio ravvivate da interludi strumentali di una certa estensione; inoltre bisogna anche evidenziare come melodie, soluzioni armoniche, distribuzione del materiale sonoro facciano presagire, anche se ancora in modo alquanto debole e non deciso, certe soluzioni drammatiche e foniche più moderne e meno statiche.
La regia di Stefano Vizioli ha saputo imprimere allo spettacolo dinamismo e grinta, non indulgendo mai a simbologie estetizzanti e fuorvianti. Anche la direzione de Il Complesso Barocco da parte di Alan Curtis si è rivelata elegante, misurata ed equilibrata sia per quanto concerne le velocità impresse alle varie sezioni della partitura, sia per quanto riguarda la qualità di produzione fonica. Vito Priante si rivela in perfetta sintonia vocale e scenica con il personaggio di Motezuma, il sovrano azteco vinto ma non domato. Mary-Ellen Nesi ha è riuscita a rendere con estrema sensibilità la duplicità di sentimenti che affollano il suo personaggio: la figlia di un re sconfitto da un lato e dall'altro la moglie di un vincitore. Eccellenti anche le interpretazioni di Laura Cherici (Teutile), Franziska Gottwald (Fernando Cortés), Theodora Baka (Ramiro), Gemma Bertangeli (Asprano). Le ultime parti sono, come consuetudine dell'opera del tempo en travestì e dunque per voci di contralto. Di particolare bellezza e suggestività sono i costumi di Anne Marie Heinreich e le luci di Nevio Cavina.
Giovanni Pasqualino
11/8/2011
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