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La Strada di Federico Fellini

ridotta a dramma con musiche

al Teatro Ambasciatori

Per la rassegna curata dal Teatro Stabile di Catania, ha avuto luogo al teatro Ambasciatori la rappresentazione de La strada di Tullio Pinelli e Bernardino Zapponi, dramma con musiche tratto dal film di Federico Fellini.

Ispirato all'omonimo film del regista emiliano, ne esibisce lo stesso filo conduttore. Zampanò, un rozzo artista girovago che dà spettacolo nelle fiere mangiando fuoco e spezzando catene, acquista da una povera donna con tanti figli una ragazza di nome Gelsomina, una sempliciotta sbalordita da tutto quello che le accade intorno, e soprattutto priva di ogni esperienza di vita. La giovane farà il clown e si esibirà con l'uomo, ricevendone però solo sgarberie e violenze. Gelsomina a questo punto cerca di fuggire ma raggiunta da Zampanò ne riceve ancora e solamente botte. Intanto conosce il Matto, un bravo equilibrista che lavora in un circo assieme a loro, il quale le ridà fiducia nella vita e negli uomini. Il rude Zampanò intanto prende in antipatia il matto per il suo carattere beffardo ed irriverente. Un giorno, dopo aver abbandonato il circo, Zampanò e Gelsomina si imbattono nel Matto che viene aggredito e ucciso a botte dall'omone.

Gelsomina abbandona definitivamente il rozzo girovago e scompare nel nulla. Dopo qualche anno Zampanò giunge in un paesino di mare dove riconosce in una canzone intonata da una donna la stessa melodia cantata sempre da Gelsomina. Chiede notizie della ragazza e viene a sapere che raccolta malata e delirante era morta qualche tempo dopo. A questo punto l'uomo va in riva al mare, si ubriaca e scoppia in lacrime per il rimorso e la disperazione.

Il dramma, strutturato quasi come un musical, si avvale dei brani di Germano Mazzocchetti su testi delle canzoni di Nicola Fano e Massimo Venturiello, musiche che riescono a vivificare e colorare quella che alla fine è una fosca e dolorosa storia sulla miseria e sulla solitudine umana.

Massimo Venturiello è stato davvero un valente e a tratti commovente Zampanò, uomo dal cuore generoso sì ma violento e manesco, incapace di esternare qualsiasi sentimento di dolcezza, delicatezza e tenerezza. Tosca ha saputo presentare con estrema spontaneità e disinvoltura il carattere mite e dolce della tonta Gelsomina, donna tanto buona quanto inerte verso la realtà circostante. Camillo Grassi è riuscito a rendere con perizia l'estroso personaggio del Matto così come Franco Silvestri quello di Fiore.

Molto versatili sia nel canto che nella recitazione anche i bravi Barbara Corradini, Gabriella Zanchi, Chiara di Bari e Dario Ciotoli. Di particolare avvenenza e fascino le scene di Alessandro Chiti, i costumi di Sabrina Chiocchio e le coreografie di Fabrizio Angelini. Azzeccato il disegno delle luci di Lutai Saleri. La produzione del dramma con musiche è stato de La Contemporanea-Compagnia Mario Chiocchio in collaborazione con Asti Teatro 30-Fondazione Federico Fellini.

Giovanni Pasqualino

10/3/2009