Souvenir
Arie da camera per canto e pianoforte e composizioni per pianoforte di Vincenzo Bellini
al Museo Diocesano di Catania
Lunedì 14 dicembre alle ore 21,00, nell'Auditorium del Museo Diocesano di Catania, ha avuto luogo la prima delle due serate dedicate all'esecuzione integrale delle arie da camera per canto e pianoforte e le composizioni per pianoforte solo di Vincenzo Bellini (la seconda serata avrà luogo giovedì 17 settembre alle ore 21,00 al Castello Ursino di Catania).
Dal 1821 fino ai giorni precedenti la sua scomparsa, avvenuta a Puteaux, nei pressi di Parigi, il 23 settembre 1835, Vincenzo Bellini compose poco meno di una trentina di arie da camera o, come vorrebbe una felice definizione di Elio Battaglia, di canzoni per voce e pianoforte, che sono da considerarsi sublimi composizioni di elevatissimo valore musicale.
Brani brevi ma di grande concentrazione emotiva e intenso pathos, le arie da camera hanno la consistenza e bellezza di rarissimi e pregiatissimi cammei, nei quali il sommo compositore catanese ha riversato e cristallizzato alcuni reconditi pensieri della sua anima assieme a commosse memorie e dolci speranze, sensazioni perdute e vagheggiate illusioni.

Il soprano Emanuela Cucuccio, accompagnata al pianoforte dal maestro Roberto Pastura, ha eseguito con estremo garbo e delicata leggerezza i brani: L'abbandono; Non t'accostare all'urna; Rêve d'enfance; Guarda che bianca luna, Venticel che l'ali d'oro, Malinconia, ninfa gentile; La ricordanza; Vanne, o rosa fortunata; Quando incise su quel marmo; Per pietà, bell'idol mio; Bella Nice che d'Amore; Oh crudel che il mio pianto non vedi; Le souvenir; No traditor, non curo.
Il maestro Pastura ha offerto all'uditorio anche due brani dedicati al pianoforte dal Cigno etneo: Largo e tema in fa minore per piano solo e Capriccio in sol per piano solo.
Il foltissimo pubblico intervenuto al concerto ha tributato ai due interpreti calorosi e prolungati applausi, ai quali hanno risposto con l'esecuzione dell'aria Ah, non credea mirarti con relativa cabaletta: Ah! Non giunge uman pensiero.
Giovanni Pasqualino
15/9/2009
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