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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


  Una rarità:

Cassandra

di Vittorio Gnecchi inaugura la stagione lirica 2011 del Bellini

Prima assoluta martedì 11 gennaio 2011 al Teatro Massimo Bellini di Catania della Cassandra, testo di Luigi Illica per la musica di Vittorio Gnecchi, opera che fin dal suo apparire ha fatto scorrere fiumi d'inchiostro alla moderna storiografia e filologia musicale, per tutta le serie di beghe, litigi, pettegolezzi scatenati e sfociati in una vera e propria querelle che ha attraversato tutto il ventesimo secolo.

Nato a Milano il 17 luglio del 1876, Vittorio Gnecchi aveva studiato al Conservatorio “G. Verdi” di Milano con M. Saladino, G. Coronaro, T. Serafin e C. Gatti, ed appena ventenne, nel 1896, aveva fatto rappresentare nella sua villa di Verderio vicino Como l'azione pastorale Virtù d'amore su libretto di M. Rossi Borzotti. Il 5 dicembre del 1905 ebbe luogo, con un certo successo di pubblico, la prima rappresentazione a Bologna della Cassandra, diretta da Arturo Toscanini. L'opera venne riproposta a Ferrara qualche anno dopo, quasi in concomitanza con Elektra di Richard Strauss su libretto di Hugo von Hofmansthal, messa in scena a Dresda il 25 gennaio 1909 e diretta da Ernst von Schuch.

Nell'aprile del 1909 sulle pagine della «Rivista Musicale Italiana» il critico Giovanni Tebaldini pubblica un saggio con una serie di tavole sinottiche che tendono a mettere in risalto le stupefacenti analogie ritmiche, armoniche e melodiche fra Cassandra ed Elektra. Poco dopo molti giornali uscirono con il titolo: «Richard Strauss plagiario?». Naturalmente la questione andò oltre la filologia musicale per trasformarsi in gossip di bassa lega che travolse senza pietà il giovane compositore meneghino. Possibile che un grande compositore come Strauss, già all'epoca accreditato e affermato come celebrato artista, avesse «copiato» da un debuttante? Così, molti teatri cominciarono ad annullare ogni progetto sulla Cassandra, in particolare la Scala di Milano il cui direttore artistico Vittorio Mingardi, pur giudicandola altamente valida, la respinse con tale motivazione: «Siamo in tanto buoni rapporti con Strauss di cui abbiamo or ora rappresentata l'Elettra, che sembrerebbe uno sgarbo a lui l'annunciare per l'anno venturo Cassandra».

Di fatto l'opera (della quale a suo tempo l'autore aveva inviato la partitura a Strauss) scomparve dalle programmazioni ed il povero Gnecchi scontò per tutta la vita il suo inconsapevole ed involontario peccato di lesa maestà. Ebbe a scrivere egli stesso con grande cruccio ed amarezza: «Per la musica, l'esecuzione è la vita. Un'opera non ha il respiro perenne di un quadro: nascosta essa è polvere». Moltissimi eminenti critici europei negarono recisamente che il compositore tedesco, componendo l'Elektra, si fosse ispirato alla Cassandra del musicista italiano, in quanto le analogie ravvisabili fra i due lavori erano da attribuire senza dubbio a coincidenze puramente casuali. Vittorio Gnecchi compose anche La Rosiera in collaborazione con C. Zangarini (rappresentata a Gera nel 1927); il balletto Atalanta (rappresentato a Milano nel 1929); il Poema Eroico per orchestra (1932); l'oratorio Giuditta su libretto di Illica (rappresentato a Salisburgo nel 1953). Morì dimenticato a Milano il 5 febbraio del 1954.

È stato l'intelligente e insigne musicologo Quirino Principe, con un accurato saggio redatto nel 1990 sulle pagine della “Rivista Illustrata del Museo Teatrale alla Scala” il primo, in tempi moderni, a relazionare ampiamente su una vicenda di presunto plagio che aveva come protagonisti ed al contempo antagonisti un compositore italiano ed uno tedesco.

Della Cassandra di Gnecchi è stata realizzata, fino ad oggi, un'unica incisione realizzata dal vivo il 13 luglio del 2000 dall'Orchestre National de Montpellier Languedoc-Roussillon diretta da Enrique Diemecke con protagonisti Denia Mazzola Gavazzeni (Clitennestra), Tea Demurishvili (Cassandra), Alberto Cupido (Agamennone), Arnold Kocharyan (Egisto), Nikola Mijailovic (il Prologo) e curata dalla casa discografica Agorà Music. Va anche ricordato, per chi volesse approfondire la curiosa vicenda del presunto plagio o delle casuali coincidenze musicali, l'interessante e circostanziato volume di Marco Iannelli «Il caso Cassandra» pubblicato dalla casa editrice Bietti nel 2004 e ristampato recentemente.

L'edizione del dramma musicale (prima esecuzione integrale in tempi moderni) realizzata dal Teatro Bellini di Catania ha riscosso alla prima un consenso di pubblico molto caloroso, unanime e davvero lusinghiero. La magistrale regia di Gabriele Rech ha colto l'imponente forza tragica della partitura ed ha fatto sì che essa si trasfondesse in tutta la sua prestanza, veemenza e possanza, all'aspetto emotivo e visivo, permeandolo dall'inizio alla fine. Davvero suggestive e seducenti le scene e le luci di Giuseppe di Iorio che facevano da ieratica cornice ai costumi eleganti e raffinati disegnati dalla estrosa Sandra Meurer.

L'impeccabile orchestra del nostro teatro, diretta con mano precisa e sicura dal maestro Donato Renzetti, ha messo in campo una robusta e gagliarda vitalità sonora, atta a incidere e scolpire fonicamente l'azione enucleantesi dal palcoscenico. Di ottimo livello la prova offerta dal coro del nostro teatro diretto da Tiziana Carlini e dal coro di voci bianche “Gaudeamus Igitur”guidato da Elisa Poidomani.

Il cast vocale è stato all'altezza di un' ardua tessitura che richiede veramente sforzi e sacrifici immani, sia per le sue spinte verso le zone acute, sia per la tipologia di intervalli impervi che devono di continuo essere affrontati e superati. Giovanna Casolla (Clitennestra) ha saputo cogliere tutto l'astio e l'odio represso del suo personaggio, riversandolo e rovesciandolo sulla scena come un fiume di lava incandescente. John Treleaven (Agamennone) è stato un vero monarca in senso scenico, gestuale e soprattutto sonoro. Carmelo Corrado Caruso (Egisto) ha eviscerato una voce densa, molto timbrata e bronzea, in perfetto ruolo con il proprio bieco personaggio. Maria Pentcheva (Cassandra) ha saputo compenetrarsi con viva partecipazione all'interno della personalità e della psicologia della mitica veggente teucra. Alla serata erano anche presenti i discendenti di Vittorio Gnecchi, Nikolaos Velissiotis, presidente dell' "Associazione Vittorio Gnecchi Ruscone", la ballerina Carla Fracci, il musicologo Gioacchino Lanza Tomasi, il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli e varie altre personalità del mondo politico, artistico e culturale italiano.

Giovanni Pasqualino

13/1/2011

Le foto del servizio sono di Giacomo Orlando per il teatro Massimo Bellini di Catania.