| Coinvolgente apertura della stagione
Una brillante Cavalleria Rusticana al Piccolo Teatro
Quando Catania era ancora una città di provincia, e nel seno suo albergavano scrittori dell'ampiezza letteraria di Giovanni Verga, di Federico de Roberto, poeti celebrati come Mario Rapisardi e novellieri brillanti quali Luigi Capuana: quando la città era espressione del gran mondo della cultura nazionale, il concetto di provincialità poteva esser inserito nel contesto del novello stato unitario nazionale. Ora che più di un secolo è trascorso, la degenerazione del corpo vivo della società ha mostrato l'ischeletrita impalcatura di quel che fummo, di quel che vorremmo tornare ad essere. I pochi, i molti, nel computo freddo non risiede alcun segno del concreto: è la forma e solo quella, che può donare veritiera essenza all'Essere senza volto, ridondante di parole schemi e limiti, proprio per superare questi ultimi. In tale contesto, la riproposizione, aprendo il 20 novembre u.s. la stagione teatrale 2010-11 del Piccolo Teatro di via Ciccaglione 29 in città, dell'opera verghiana e mascagniana più celebre, Cavalleria Rusticana in versione canto gesto e parola, per la regia di Gianni Salvo che del noto luogo di spettacolo civico è il genius loci, ha riscosso gran successo, nella intensità dell'insieme e dell'assieme che la chiusa ha suggellato.
Intelligente commistione di lettura della celeberrima novella conosciuta in tutto il mondo, alternata dal canto di due soprano (Piera Bivona e Manuela Cucuccio), un tenore (Michele Mauro) ed un baritono (Francesco Verna), lo spettacolo, i cui protagonisti in scena in veste di attori sono stati Tiziana Bellassai, Fiorenzo Fiorito, Rosario Minardi, Nicola A.Orofino, Carmen Panarello, ed i danzatori Maurizio Costarelli, Federica Frazzetto, Clara Greco, Stefania Previtera, Venera Sorbello, Agnese Vitale, Alfio Zappalà, si è avvalso della consulenza musicale del Maestro Pietro Cavalieri, con le coreografie di Maria Grazia Finocchiaro e le scene e costumi di Oriana Sessa, è stato estremamente gradito dal numeroso pubblico convenuto in sala, consueto per la prima ma particolarmente partecipativo poiché non è comune che nella città nativa del grande scrittore, si riproponga una tale inconsueta e precisa, dal punto di vista filologico e da quello più strettamente musicale, lettura dell'opera. E che lo spettacolo, cui ha fermamente creduto Nello Catalano Vice Presidente della Provincia Regionale di Catania promovendone l'allestimento sia a Vizzini che ad Acitrezza, luoghi delle opere verghiane, sia stato accolto per l'apertura della stagione del Piccolo, non può che renderci lieti e plaudire alla scelta di grande significato ed amore per le antiche e sempre nuove radici della nostra cultura, operando nello stesso tempo con originalità frammista alla bravura degli interpreti, i quali fan scorrere con sicurezza quell'ora leggera di spettacolo, che la plasticità del balletto rende massimamente organico.
Del resto, le operazioni culturali del Piccolo Teatro soggiacciono da sempre a tale ‘imprinting', se si può usare il termine caro a Lorenz: e personalmente ogni qual volta capita di riscontrare codeste impressioni, non possiamo non rammentare la raffinatezza intellettuale di un grande poeta figlio della nostra terra, padre Antonio Corsaro, che con Gianni Salvo del Piccolo Teatro fu il fondatore. Anche la sua musa, strutturata secondo i canoni dell'avanguardia e precipuamente inclìne alla forma della poesia pura, non disdegnava la ripresa dei valori della classicità, non in modo superficiale e pedissequo ma in una visione adattata ai tempi. E se Sabatino Lopez scriveva a fine ‘800 che Catania era la terra “dove fioriscono il duello e la zagara”, ove per abbeverarsi le nari al narcotico profumo bisogna estraniarsi dal contesto o migrare in campagna, mentre i duelli in spirito e ferocia continuano non più col coltello ma con ben altre, e forse più affilate e tremende, armi, l'atmosfera ridonata dalla “Cavalleria Rusticana” del Piccolo ha inteso farci comprendere, forse psicologicamente, come quel passato, se attraversa come l'occulto braccio del fiume Amenano i sotterranei della nostra comune coscienza, non debba essere perduto, semmai rivissuto con consapevolezza e coscienza, nella certezza incerta della assoluta deframmentarietà delle umane cose. I successivi spettacoli del cartellone sono Il mondo della luna di Goldoni, Io Karl Valentin di K.Valentin, Lo zolfo spento da Verga e Ugolini, A qualcuno piace carta con E.Marchetto, Magic Bubbles show di e con M.Zoppi, Donna Rosita nubile di G.Lorca, ed il Principe Ranocchio dai Grimm e D.Carboni (quest'ultimo fuori abbonamento).
Francesco Giordano
26/11/2010
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