RECENSIONI
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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


Il soprano Gonca Dogan

canta per la stagione “Suoni multicolori al Katane”

Il fil rouge dell'amore, nei suoi colori screziati, quale unico denominatore di un'articolata performance, ha aperto la stagione “Suoni multicolori al Katane”, sabato 20 novembre, sotto la direzione artistica del maestro Corrado Ratto. La rassegna, che si protrarrà sino a giugno 2011, tra vari appuntamenti pianistici, alcuni dei quali affiancati da violino, tromba, fisarmonica o soprano, ha luogo presso il Katane Palace Hotel di via Finocchiaro Aprile. L'accogliente sala riunioni ha ospitato il concerto inaugurale, nel felice binomio voce- pianoforte, di due artisti  accreditati in campo musicale: il soprano Gonca Dogan e il pianista Stefano Sanfilippo. La prima,di nazionalità turca, nata ad Ankara, ha studiato presso la Facoltà di Musica della Bilkent University, e ha frequentato, nell'ambito del progetto Erasmus all'Istituto “V. Bellini” di Catania, i corsi di prassi esecutiva e repertorio di canto col maestro Filippo Piccolo, nonché di musica da camera con Carmelo Pappalardo; il secondo,  Pianista accompagnatore dell'Istituto Musicale  “Vincenzo Bellini” , si è formato con i maestri Petrushansky, Ciccolini, Aquiles Delle Vigne, nonché Homero Francesh presso la Hochschule di Zurigo.

Il duo, producendo in sintonia un ampio excursus vocale, che ha assunto come punto di partenza Giulio Caccini e Antonio Vivaldi (Amarilli, Sposa son disprezzata), sciorinava pian piano un'intesa espressiva che approdava con successo a pagine operistiche dell'Ottocento. La forbita e corposa ugola della Dogan, ben addentro alle traversìe amorose dei ruoli femminili, ne elargiva nuances coloristiche di passione, calore, dolcezza e vezzosità, nei panni di Norma, Amina, Lauretta e Musetta, sino al virtuosismo intrigante dei frizzi rossiniani dell'aria Una voce poco fa da Il barbiere di Siviglia. Accorto e compenetrato, nella veste di  accompagnatore dall'ampio repertorio, il pianista Sanfilippo ha sostenuto puntualmente il decorso vocale con tocco pastoso e agile a  un tempo, sviscerando con scavo intenso l'essenza cantabile del Bellini di   Casta Diva, Vaga luna che inargenti, Dolente immagine, Ah non credea mirarti e la vena affettuosa di O mio babbino caro, dall'opera “Gianni Schicchi” di Puccini. Il pianista non ha lesinato altresì  immediata urgenza ritmica  nel sussultare rossiniano e nel bis di Habanera  dall'opera Carmen di Bizet, riscuotendo, insieme al soprano, vivissimi consensi di pubblico.

Anna Rita Fontana

26/11/2010