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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


Un nuovo DVD della Dynamic

Ero e Leandro

di Giovanni Bottesini

L'11 gennaio del 1880 al teatro Regio di Torino viene presentato in prima assoluta, ottenendo un successo trionfale, Ero e Leandro di Giovanni Bottesini per il libretto di Arrigo Boito. Il preludio della partitura fu bissato e l'autore venne chiamato alla ribalta più volte. La Gazzetta Piemontese descrisse un'accoglienza stupefacente, al punto che si ebbero dell'opera ben venti repliche. In verità Ero e Leandro rimane il capolavoro indiscusso del compositore lombardo, emergendo da tutta la sua produzione teatrale, sia per le sue qualità armoniche e melodiche, sia per la sua morbida concezione drammatica, alquanto fluida, snella e originale.

Nato nel 1821 a Crema, Giovanni Bottesini studia da bambino il violino ma all'età di quattordici anni entra al Conservatorio di Milano come convittore ed essendo disponibili solo disponibili due posti, fagotto e contrabbasso, opta per quest'ultimo, avendo già dimestichezza con gli strumenti ad arco. Per la sua grande versatilità musicale si diploma in appena quattro anni e comincia subito un'intensa attività di concertista che lo porterà in giro per il mondo e lo farà designare per il suo alto virtuosismo con il lusinghiero titolo di “Paganini del contrabbasso”. Nel 1889 venne nominato direttore del Conservatorio di musica di Parma, ma potrà attendere poco al suo nuovo incarico, perché il 7 luglio dello stesso anno morirà a causa di una grave malattia. Fu sepolto nella città emiliana nel cimitero della Villetta, accanto a Nicolò Paganini, Italo e Cleofonte Campanini e Ildebrando Pizzetti.

Dopo la morte del compositore l'opera è praticamente scomparsa dal repertorio lirico, ma per iniziativa dell'Associazione Musicale Giovanni Bottesini se ne è avuta una ripresa nel settembre del 2009 al Teatro San Domenico di Crema. Alla valida casa discografica Dynamic si deve la registrazione di questa chicca in commercio solo da qualche mese, e che esibisce un cast canoro sicuramente adeguato alla sua messa in scena: Veronique Mercier (Ero), Gian Luca Pasolini (Leandro) e Roberto Scandiuzzi (Ariofarne). Ben salda, attenta ai minimi particolari e sicura ci è parsa la direzione di Aldo Salvagno, così come la preparazione e la direzione del coro da parte di Bruno Gini. La regia di Laura Borello e Gregorio Zuria ha creato una forte sinergia fra golfo mistico e palcoscenico, rivelando gli aspetti davvero più singolari e peculiari di una partitura che assieme al Mefistofele di Boito ed alla Gioconda di Ponchielli rappresenta l'anello di congiunzione fra il melodramma romantico e quello post-scapigliato e verista.

Giovanni Pasqualino

4/7/2011