RECENSIONI
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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


Un dramma giocoso di Donizetti

al Bellini di Catania

Moltissime sono le opere della storia dello spettacolo che si sono avvalse dell'espediente del teatro nel teatro, vale a dire nate con il deliberato intento di descrivere all'interno di una rappresentazione teatrale la vita reale del palcoscenico, messa in atto fra prove estenuanti, rimbrotti e scontri fra regista e interpreti, gelosie e litigi fra gli stessi artisti, difficoltà logistiche ed economiche, per finire con i vari permessi e licenze rilasciati non sempre senza difficoltà dalle autorità pubbliche e civili.

Gaetano Donizetti ci ha lasciato in tal senso un piccolo cammeo, su testo pare di Domenico Gilardoni (lo stesso librettista dell'opera belliniana Bianca e Gernando) dal titolo Le convenienze ed inconvenienze teatrali, farsa in un atto andata in scena per la prima volta al Teatro Nuovo di Napoli il 21 novembre del 1827 con buon successo di pubblico, che è stato riproposto ed eseguito per la prima volta al Teatro Massimo Bellini di Catania il 20 ottobre 2011.

Il dramma giocoso in due atti, presentato nella nuova versione dei dialoghi di Beppe de Tomasi e Dino Gentili col titolo Viva la mamma ossia Le convenienze ed inconvenienze teatrali, ha riscosso un entusiasta e caloroso consenso da parte del numeroso pubblico presente, per l'esuberanza, la vitalità e la freschezza non solo della musica donizettiana ma anche della messa in scena, quanto mai incalzante, briosa e dinamica.

La trama semplice e lineare vede le prove di un'opera seria da parte di un cast d'artisti fra i quali spicca la prima donna per i suoi capricci e le sue bizze, assecondata in tutto e per tutto dal marito. La prima donna però entrerà subito in contrasto con la “seconda donna”, Luigia, le cui parti saranno prese dalla madre Agata. Dopo una serie di litigi l'ispettore, per non annullare l'opera, deciderà di far cantare anche Agata, la quale però creerà comunque scompigli ed ulteriori contrasti all'interno della compagnia, finché per evitare i costi di produzione tutti andranno via lasciando il povero impresario nella più nera costernazione.

La composizione di Donizetti, pur risentendo palesemente degli influssi rossiniani e in modo particolare de Il Barbiere di Siviglia, sembra essere passata indenne attraverso l'usura del tempo, presentandosi quanto mai leggera e, come dicevamo sopra, satura di humor. Di particolare grazia ci è parsa la cavatina di Daria E puoi goder, l'aria di Mamma Agata Mascalzoni! Sfaccendati!, il duetto fra Daria e Mamma Agata Ch'io canti un duetto ed il Finale II.

La direzione di Will Humburg ha saputo cogliere ogni particolarità, ogni piccola sfumatura, ogni sospiro, ogni afflato della partitura, stabilendo un equilibrio perfetto di sonorità fra golfo mistico e palcoscenico, producendo anche amalgami fonici e timbrici assai morbidi e raffinati. Stefania Bonfadelli (Daria) ha unito vigoria vocalica ed espressiva gestualità scenica a disinvolta pregnanza interpretativa. Altrettanto valida, efficiente ed a tratti esilarante, la prova en travesti di Mamma Agata, offerta da Simone Alaimo. Efficaci anche Graziella Alessi (Luigia), Caterina D'Angelo (Dorotea), Angelo Villari (Guglielmo), Francesco Vultaggio (Procolo), Giuseppe Esposito (Biscroma), Armando Ariostini (L'impresario), Alberto Tomarchio (Prospero), Tino Rametta (L'ispettore). La regia di Beppe de Tommasi ha centrato al meglio lo spirito ironico e beffardo della simpatica commedia musicale.

Giovanni Pasqualino

21/10/2011

Le foto del servizio sono di Giacomo Orlando per il Teatro Massimo Bellini di Catania.