RECENSIONI
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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


 

In memoriam

Pur nella perdurante incertezza riguardo alla propria sorte futura, il Bellini di Catania non ha voluto sottrarsi al doveroso omaggio musicale a uno dei più illustri figli di Sicilia, il tenore Marcello Giordani, scomparso prematuramente e in modo improvviso il 5 ottobre scorso. Cantante poliedrico e versatile, Giordani si era velocemente affermato sulla ribalta internazionale a partire dal suo debutto nel 1986, giungendo a calcare le scene del prestigioso Metropolitan di New York, riscuotendo ovunque entusiastici successi per il timbro caldo e appassionato della sua voce estremamente duttile, che gli permetteva di passare dal repertorio belcantistico ottocentesco italiano a quello lirico francese, per giungere sino a Verdi e Puccini, a Berlioz e a capisaldi del Verismo quali Cavalleria Rusticana e Pagliacci.

La serata, offerta a titolo gratuito alla cittadinanza di Catania il 5 novembre, a un mese esatto dalla dipartita del tenore, ha visto il Bellini letteralmente gremito in ogni ordine di posti, a riprova non solo dell'affetto che il pubblico etneo nutriva per un tenore che, oltre a essere un vanto per la Sicilia, era umanamente una persona squisita, alla mano e particolarmente incline alla valorizzazione dei nuovi talenti, ma anche della volontà di partecipare alle sorti del nostro Teatro in uno dei momenti più bui della sua storia.

Il concerto ha preso il via, a luci spente, proprio con la voce di Giordani, riproposta in quel Nessun dorma dalla Turandot di Puccini che è stato uno dei suoi più celebrati cavalli di battaglia, per passare poi, dopo una standing ovation assolutamente spontanea, alle parole di Salvo La Rosa, amico personale di Giordani, che ne ha tratteggiato con poche ma toccanti frasi tutta la ricchezza umana e artistica. È stata poi la volta del sindaco di Catania, Salvo Pogliese, il cui intervento è stato volto soprattutto ad auspicare che il governo regionale, nella persona di Nello Musumeci, mantenga le promesse espresse nel corso degli incontri con i sindacati, cosa della quale il primo cittadino si è detto fiducioso, e che il nostro teatro possa finalmente ritrovare la serenità necessaria per proseguire l'attività.

Il programma della commemorazione prevedeva l'esecuzione del Requiem in re minore per soli, coro e orchestra K.626 di W. A. Mozart, sotto la direzione del maestro Carmen Failla. Pagina intensa e coinvolgente, testamento mozartiano, che la Failla ha diretto con vigore e energia, coadiuvata dal coro, istruito come sempre dal maestro Luigi Petrozziello. Voci soliste era il soprano Maria Luisa Lattante, il tenore Enrico Terrone, il basso Angelo Sapienza e il contralto Sabrina Messina, che hanno interpretato le loro parti con commossa partecipazione; in particolare, su tutti ha spiccato, per l'estrema musicalità e precisione di intonazione, Sabrina Messina, dotata di una zona media di notevole potenza e di grande bellezza timbrica.

Applausi calorosi e commossi per i familiari di Giordani presenti in teatro, ed entusiasti per gli esecutori, hanno degnamente coronato una serata nella quale si sono uniti l'estremo dolore per una prematura perdita e la speranza di giorni più rosei e sereni per il Bellini.

Giuliana Cutore

6/11/2019

La foto del servizio è di Giacomo Orlando.