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Il Dyskolos di Menandro
chiude la stagione 2009 - 2010
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Da sinistra: Agostino Zumbo e Tuccio Musumeci.
La stagione 2009-2010 del Brancati di Catania ha presentato mercoledì 12 maggio l'ultimo titolo in cartellone: si trattava de Il Dyskolos di Menandro, adattato da Romano Bernardi che ne ha curato anche la regia, e vedeva come protagonista il bravissimo Tuccio Musumeci nel ruolo di Pirria. Il Dyskolos rappresenta in certo senso lo sforzo compiuto da Menandro nel dare finalmente voce ai giovani, come forze trainanti del sociale, a tutto scapito degli anziani, esponenti dei costumi tradizionali. La vicenda, agile e brillante, ruota intorno al tentativo di Sostrato, un giovane e ricco ateniese, di sposare la bella Criside, figlia di Cnemone, un agricoltore scorbutico e misantropo. Aiutato dal servo Pirria, il giovane riuscirà finalmente a sposare la ragazza, nonostante i guai combinanti da una vecchia ed orribile serva di nome Simiche.
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Da sinistra: Debora Bernardi, Olivia Spigarelli e Tuccio Musumeci.
Romano Bernardi ha adattato al gusto moderno questa bella commedia, esaltandone gli elementi comici e il ruolo dei servi, che hanno recitato in dialetto siciliano, per rendere la loro parte più aderente al gusto farsesco del lavoro. E in effetti questa è stata una scelta molto azzeccata, dal momento che i servi della commedia antica trapasseranno in quelli della Commedia dell'Arte, dove verrà accentuato il loro carattere regionalistico e la loro recitazione a soggetto. Nonostante tutti gli spettatori si fossero divertiti a più non posso durante il primo atto, qualcuno ha storto il muso a questa recitazione in dialetto, parlando di snaturamenti: evidentemente costoro dimenticavano, o volevano dimenticare, che recitare il copione scritto da Menandro per i servi avrebbe reso pressoché incomprensibili a tutti, dati i rimandi a situazioni coeve all'autore, le loro battute comiche, esclusi naturalmente i filologi. Dicevamo che il pubblico si è divertito moltissimo, applaudendo con grande calore parecchie volte durante lo spettacolo: e in effetti Tuccio Musumeci ha dato davvero il meglio di se stesso, sia nei duetti con Cnemone, impersonato dal bravo Agostino Zumbo, sia in quelli con l'orrenda Simiche, interpretato da una nerboruta Olivia Spigarelli, che è riuscita ad esaltare con grande professionalità il carattere comico del suo personaggio.
Molto bravi tutti gli altri, da Plinio Milazzo che ha impersonato il dio Pan nel breve prologo e poi Davo, un seguace della maga Panfile, fascinosa caricatura di profetessa impersonata dalla giovane ma promettente Maria Rita Sgarlato, presentatasi sulla scena nel finale con due aiutanti, macchiette del deus ex machina della tragedia greca: Davo, appunto, e Sicone in veste di Eros, impersonato da Giovanni Santangelo, i cui litigi ispirati alla pederastia di ellenica memoria hanno fatto ridere davvero di gusto.
Elegante e disinvolto infine Salvo Piro, il giovane e avvenente Sostrato, talvolta comicamente intimidito dall'esuberanza della sua Criside, interpretata da Debora Bernardi, che come sempre ha dato un'ottima prova della sua versatilità artistica, che le consente di passare con estrema disinvoltura dai ruoli più drammatici del repertorio classico a quelli più genuinamente comici. Chi l'avesse vista qualche mese fa nei panni di Fedra non avrebbe potuto fare a meno di stupirsi vedendola gestire tutta una serie di situazioni comiche senza mai una sbavatura, forgiando anzi, come sempre fa, un personaggio perfettamente autentico ed aderente al testo, drammatico o comico che sia.
Giuliana Cutore
14/5/2010
Le foto del servizio sono di Giuseppe Messina.
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