|
The Royal Ballett inaugura la sezione Musica & Danza di Tao Arte
Fondata a Londra nel 1931 da Ninette De Valois, The Royal Ballet è stata insignita del titolo “reale” nel 1956 e da allora viene considerata a buon diritto una delle più prestigiose compagnie di balletto non solo della Gran Bretagna ma di tutto il mondo.
Così giovedì 22 luglio 2010 la compagine inglese, al teatro Antico di Taormina, ha inaugurato la sezione Musica & Danza di Tao Arte diretta dal maestro Enrico Castiglione, il quale anche quest'anno è stato capace di strutturare e organizzare un programma di buon valore artistico e degno dei palati più esigenti e raffinati.
In programma alcuni dei più celebri “pas de deux” della storia della danza classica e moderna tratte da Il lago dei cigni, Don Chisciotte, Romeo e Giulietta, Diana ed Atteone. Primo brano in scaletta è stato Sylvia Pas de Deux coreografia di Frederic Ashton per la musica di Delibes, seguito da Manon Bedroom Pas de deux coreografia di Kenneth MacMillan, musica di Jules Massenet, Winter Dreams Farewell Pas de Deux coreografia di Kenneth MacMillan musica di Tchaikovsky e Don Chisciotte coreografia da Petipa per la musica di Minkus.
Nella seconda parte sono state eseguite Qualia coreografia di Wayne MacGregor musica di Scanner, Romeo and Juliet Balcony Pas de Deux coreografia di Kenneth MacMillan musica di Prokofiev, White Swan Pas de Deux coreografia di Petipa musica di Tchaikovsky e Diana e Atteone coreografia da Petipa musica di Drigo.
Gli artisti Leanne Benjamin, Hikaru Kobayashi, Sarah Lamb, Marianela Nunez, David Makhatei, Rupert Pennefather, Thiago Soares ed Edward Watson hanno messo in campo una preparazione tecnica di altissimo livello accoppiata ad una versatilità e tenuta del palcoscenico davvero non comune. La densità delle figurazioni, l'elasticità dei movimenti, la perfetta sincronia di ogni coppia danzante ha manifestato estrose ed originali capacità tersicoree.
Il pubblico presente ha applaudito con calore ma il sottoscritto, a rischio di passare per inguaribile e superato demodé, ha avuto modo di rilevare un'unica grave pecca nella rappresentazione: la mancanza di un'orchestra che suonasse dal vivo! E sì, bisogna dirlo con estrema franchezza che tutte quelle musiche sparate a pieno volume nella cavea del Teatro Antico non giovavano certo a rendere magiche, incantate e lievi le coreografie, appesantite invece da registrazioni non sempre perfette sia per qualità interpretativa che per resa del suono. Realizzare un balletto con le basi registrate e senza orchestra certamente abbatterà i costi di produzione ma è anche indubbio che distruggerà inesorabilmente il miracoloso sortilegio dell'arte.
Giovanni Pasqualino
29/7/2010
|