Matteo Musumeci
al Teatro Brancati di Catania
Musicista oramai affermato nel panorama europeo, Matteo Musumeci ogni qualvolta ascoltiamo un suo concerto ci sorprende sempre con nuove ed originali melodie, nuove ed originali elaborazioni ritmiche, nuovi ed originali impasti sonori che nulla hanno da invidiare ad i più agguerriti ed esperti compositori di musica moderna. Il bravo artista catanese pur muovendosi sempre all'interno dei dettami della musica tonale riesce a concepire, progettare ed elaborare con grande nonchalance motivi e temi di una freschezza e di una spontaneità oggi davvero rara. Evitando i contorti intellettualismi della serialità, i molti astrusi acrobatismi dell'atonalità, gli sperimentalismi ed i minimalismi della New Age, Musumeci, che è anche un valente pianista, si torna a proporre come autore che attinge ispirazione dai precordi del cuore, dalla sensiblerie tipicamente mediterranea, diretta, essenziale ed emotivamente pregnante e coinvolgente.
Le sue partiture sono limpide, fluide, levigate, scorrevoli ed allo stesso tempo delicate e tenere. In esse si avverte l'assenza totale di quell'insipido, arido e sterile accademismo che affligge tantissimi, seppur validi, compositori d'oggi, i quali spesso non riescono a creare alcuna empatia con il pubblico, rimanendo chiusi nel loro mondo emotivo, ammesso che ne posseggano uno.
Egli ha così offerto alla gremita platea del teatro Brancati di Catania, il 13 aprile 2011 una gradevolissima performance di sue partiture: la sinfonia senza tempo in La minore Stormy Time (Time one – Time two); la Suite da L'uomo che incontrò se stesso (Piccoli amotri – Aspettando – L'uomo…); la Suite da Classe di ferro (Classe di ferro – il mare – la fuga – Vorrei – Mediterranea); Sud per archi il La minore (Allegro – Molto adagio come una preghiera, Allegro); l'Ouverture da Un siciliano a Parigi; il foglio d'album Claudia; il tango Passo a due; l'Intermezzo dall'opera Aitna e la Suite dall'opera Aitna (Introduzione – Tema di John – Castagno dei cento cavalli – la torre del filosofo – Le grotte – I diavoli – i folletti – John e Aitna – La battaglia fra diavoli e folletti – Finale).
L'orchestra diretta dal maestro Musumeci era formata dagli illustri strumentisti: Gaetano Cristofaro (clarinetti e sassofoni), Alessandro Cortese (primo violino), Emilia Belfiore (secondo violino), Aldo Randazzo (viola), Alessandro Longo (violoncello), Alberto Amato (contrabbasso). Ottavio Anania, scenografo della Scala di Milano, ha dato vita a tenui e delicatissimi acquarelli, creati estemporaneamente sulle musiche e proiettati su uno schermo posto sul boccascena.
Agli entusiastici e calorosissimi applausi del pubblico il compositore ha risposto con due deliziosi accattivanti e coinvolgenti bis.
Giovanni Pasqualino
17/4/2011
La foto del servizio è di Michele Maccarrone.
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