| Omaggio a Béjart e Cavalleria Rusticana
al Teatro Antico di Taormina
Un'opera lirica ed un balletto hanno rappresentato il secondo appuntamento della Sezione Musica & Danza di Taormina Arte 2009 diretta da Enrico Castiglione. Così il 19 agosto 2009 (replica il 21) ha visto prima il balletto Bolero Omaggio a Bejart e poi l'atto unico Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni su libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci.
Il balletto è voluto essere un tributo alla memoria di Maurice Béjart ed ha attraversato varie danze di origine popolare fino a quelle di carattere più classico e perfino operistico “Nessun dorma” da Turandor, “Và pensiero” dal Nabucco di Verdi al “Te Deum” di Charpentier per finire con il “Bolero” di Maurice Ravel.
Raffaele Paganini, Emanuela Bianchini e Simona De Nittis hanno messo in campo una grande controllo tecnico, potenza muscolare, perfetta coordinazione e seducente armonia di movenza, confermando le alte doti di grandi professionisti quali essi sono. Altrettanto validi i bravi Claudia Cavalli, Ilaria Palmieri, Ivana Cibin, Alessia Goiustolisi, Ilaria Nigri, Vito Cassano, Salvatore Addis, Nicola Palmas che hanno dato vita ad una plasticità di movenze di completa eleganza e compostezza. Di particolare originalità e suggestione la regia e coreografie di Mvuta Sungani
L'edizione di Cavalleria Rusticana proposta al Teatro Antico di Taormina si è avvalsa della efficiente regia di Patricia Panton. Dotata di estrosa creatività l'artista è riuscita a creare una forte sinergia fra palcoscenico e golfo mistico in un potenziamento reciproco e vantaggioso per entrambi. A tale tempismo non è stata affatto estranea la direzione dell'orchestra di Keri-Lynn Wilson, sempre precisa, attenta, oculata e scrupolosa nella lettura della non certo facile partitura dell'opera.

Incontestabile la bellezza, lo splendore e la spettacolare attrattiva delle scene e dei costumi di Francesca Cannavò, questi ultimi forse fin troppo splendidi per un dramma della gelosia che si svolge non a Piana degli Albanesi ma a Vizzini, paese nei pressi della piana di Catania.
Chiara Taigi è stata una straordinaria Santuzza rivelando un'aderenza emotiva quasi totale al personaggio scenico, manifestando una perfetta dizione oltre ad una sicura maestria nella resa vocale: rilevante la sua nonchalance nel dominio pieno della sua non agevole tessitura.
Sonia Zaramella ha saputo cogliere i tratti essenziali di Lola, mettendo in campo una buona, calda e salda vocalità. Altrettanto capace e sicura nella resa vocale è stata Emy Spadaro nella parte di mamma Lucia. Dario Balzanelli (Turiddu) e Marcello Guzzo (Alfio) pur possedendo entrambi un'eccellente presenza scenica non sono riusciti, da un punto di vista vocale ad oltrepassare, forse perché non molto in voce o forse a causa dell'eccessiva umidità presente, un'accettabile aurea mediocritas senza infamia e senza lode.
L'orchestra del Teatro Vittorio Emanuele di Messina ed il coro Francesco Cilea di Reggio Calabria hanno assolto al loro compito con cura e professionalità. Di particolare fascino e magnetismo il disegno delle luci dell'estroso Lorenzo Tropea.
Giovanni Pasqualino
21/8/2009
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