La Dynamic realizza in prima mondiale un DVD dell'opera in due atti Jackie O
L'opera in due atti Jackie O del compositore americano Michaele Daugherty sul libretto di Wayne Koestenbaum era stata commissionata dallo Huston Opera Studio nel 1996 ed era andata in scena l'anno seguente con immenso successo. Ripresa più volte era andata in scena negli Stati Uniti, in Canada, in Francia e Svezia era stata poi incisa per i tipi della Decca.
L'opera descrive alcuni episodi della meravigliosa ma insieme tragica vita di Jacqueline Kennedy, divenuta una vera e propria icona per il popolo americano e per moltissima personaggi anche del mondo della cultura, tra cui il fotografo e pittore Andy Warhol, alfiere della pop art che ne ha lasciato suggestivi ritratti. Il primo atto si svolge durante un happening avvenuto nella casa di Warhol, al quale prendono parte vari personaggi del Jet set internazionale fra cui Liz Taylor, Grace Kelly, Onassis e la stessa ex first lady americana. Nel secondo atto Jackie, divenuta oramai signora Onassis, acquista la consapevolezza di non riuscire a dimenticare il primo marito e incontra anche una Maria Callas molto infelice perché abbandonata dall'armatore greco e perché in netto declino artistico. Assieme alla rivale-amica troverà forse la forza di guardarsi alle spalle e tornare a vivere.
L'edizione realizzata dalla Dynamic di Genova si è avvalsa dell'edizione dell'opera prodotta dal Teatro Comunale di Bologna in collaborazione con il Teatro Rossini di Lugo (dove ha debuttato in “prima italiana” il 3 aprile 2008) e riproposta il 2 luglio (replica il 4) allo stesso Teatro Comunale di Bologna.
Di particolare incisività e plasticità verbale è il libretto di Koestenbaum, il quale riesce a dar vita, con il suo testo, ad un linguaggio carico di forza dirompente, vigoroso e contestatario che fa quasi rivivere la turgida energia delle prose e delle poesie dei grandi della Beat Generation: Kerouac, Ginsberg, Ferlinghetti, Corso. La musica di Daugherty si manifesta quanto mai originale pur nei suoi accostamenti alla musica barocca e politonale del primo novecento da un lato e dall'altro a stilemi che sono propri del Jazz, del Rock, del musical e della musica minimalista.
Bisogna evidenziare che in questa mirabile partitura il coro riveste una parte di grande rilievo; nel primo atto commenta l'azione come un vero e proprio coro greco, nel secondo atto si comporta come elemento di contrasto quasi contrappuntando l'azione scenica.
L'estrosa regia di Damiano Micheletto ha colto in pieno il carattere più recondito e profondo dell'opera che intende in certo qual modo ripercorre il mito orfico, mito dove stavolta le parti sono invertite, infatti sarà Jackie a non potersi rassegnare alla perdita del marito, versando il resto della sua vita in un malinconico e struggente rimpianto del compagno perduto.
Fiona Mc Andrew ci è parso aderisca in modo completo, sia da un punto di vista vocale che teatrale, al personaggio della first lady americana, facendone risaltare in modo palpabile le controverse vicende private e pubbliche. Il mezzosoprano Nora Sourouzian ha colto con estremo rigore vocale la sofisticata nonchalance della grande Maria Callas. Il basso-baritono Simone Alberghini ha dimostrato estrema sicurezza nella espletazione di quel discusso e chiacchierato personaggio che fu Aristole Onassis, rendendolo vivo anche da un punto di vista canoro. Perfettamente a suo agio nel ruolo di Andy Warhol ci è sembrato Paul Carey Jones e altrettanto Alice Quintavalla in quello di Liz Taylor ed Elizabeth Grayson nel ruolo di Grace Kelly.
L'orchestra del Teatro Comunale di Bologna ed il Coro del Teatro Rossini di Lugo hanno offerto una eccellente performance sotto l'accorta ed ingegnosa conduzione del diligente Christopher Franklin.
Giovanni Pasqualino
4/1/2010
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