RECENSIONI
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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


 

L'Orfeo

di Claudio Monteverdi

Il mitico cantore che con la sua cetra ammansisce le fiere e commuove gli dei rappresenta da secoli, nel linguaggio metaforico della leggenda, i poteri della musica sulla psiche umana e la sua innegabile forza di attrazione e seduzione esercitata anche sull'umore e sull'affettività. Le dolcissime e dilanianti melodie da lui intonate gli offriranno il privilegio di scendere nel regno dei morti per riprendere la sua Euridice ma ad un patto: nell'uscire dall'Averno non dovrà mai girarsi a guardarla. Ma la tentazione è forte, forse le divinità infere vogliono burlarsi di lui e così il musico si volta per accertarsi della cara e amata immagine ma viola così facendo l'accordo e perde per sempre la sua donna.

Fra tutte le partiture dedicate al mito orfico spicca senza dubbio per bellezza della musica, strutturazione della materia, forza emotiva L'Orfeo di Claudio Monteverdi che si avvale anche degli stupendi versi di Alessandro Striggio; il melodramma in un prologo e cinque atti venne messo in scena presso il Palazzo Ducale di Mantova il 24 febbraio del 1607 e da allora è rimasto nei cartelloni d'opera di tutto il mondo.

La casa discografica genovese Dynamic ha realizzato un prezioso DVD dell'opera, registrata al Teatro Real di Madrid il 19 maggio 2008 nella nuova edizione di Jonathan Cable, basata proprio sulla prima edizione del lontano XVII secolo.

La splendida edizione spagnola si è avvalsa della precisa e puntuale orchestra barocca di Les Arts Florissant, diretta in modo davvero elegiaco e intimo da William Christie, il quale ha saputo cogliere dell'opera tutte le più piccole sfumature dinamiche, i minuti spostamenti agocici, le sue più piccole pause. Ineguagliabile la regia di Luigi Pizzi che ha saputo ricreare, anche attraverso i costumi, una perfetta ambientazione barocca tanto potentemente e palesemente fittizia quanto altamente suggestiva e ammaliante. Di buon effetto le luci di Sergio Rossi e le coreografie di Gheorghe Iancu.

Maria Grazia Schiavo nel triplice ruolo de La Musica , Euridice e Proserpina ha evidenziato una vocalità pulita, chiara e nitida unita ad alta espressività emotiva e scenica. Di buon livello anche la prova offerta da Dietrich Henschel (Orfeo), che a nostro avviso sarebbe stato perfetto se avesse evitato qua e là qualche forzatura di troppo sulla voce, specie nel registro medio-alto. Luigi De Donato è stato un Caronte assai convincente, mettendo in campo un timbro vocale stentoreo e potente. La bronzea tinta fonica di Antonio Abete ha colto appieno anche nella recitazione la triste felicità, per dirla con un ossimoro, che eternamente sembra affliggere il personaggio di Plutone. Di ottimo livello anche la prova canora offerta da Augustin Prunell-Friend (Apollo) e da Hanna Bayodi-Hirt (Ninfa).

Insomma l'edizione risulta una vera e propria delizia per gli occhi e per le orecchie degli amanti della musica barocca.

Giovanni Pasqualino

27/12/2009