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Presentato a Catania il volume di Mario Mazza
Tra Roma e Costantinopoli. Ellenismo Oriente Cristianesimo nella Tarda Antichità
Nell'ambito della rassegna “Ottobre piovono libri”, promossa dal MIBAC, dall'UPI, dall'ANCI, dalla Conferenza delle Regioni e dalla Provincia Regionale di Catania, giovedì 5 novembre, presso la pinacoteca San Michele Minore a Catania, si è tenuta la presentazione del libro di Mario Mazza Tra Roma e Costantinopoli. Ellenismo Oriente Cristianesimo nella Tarda Antichità, pubblicato dalle Edizioni del Prisma di Catania.
L'incontro, al quale era presente l'autore, già prestigioso docente di Storia Romana presso l'università di Catania e poi alla Sapienza di Roma, e attualmente accademico dei Lincei e presidente dell'Istituto Nazionale di Studi Romani, ha visto l'intervento di eminenti studiosi, siciliani e non: hanno infatti partecipato lo storico e accademico dei Lincei Giuseppe Giarrizzo, già professore di Storia Moderna e Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Catania, Yann Rivière, direttore del Dipartimento degli Studi per l'Antichità presso l'Ecole Française di Roma, i professori Lietta De Salvo e Antonino Pinzone dell'Università di Messina, e infine la Professoressa Concetta Molè Ventura, ordinario di Storia Romana presso l'Università di Catania. La conferenza è subito entrata nel vivo dopo la breve ma esauriente introduzione della Professoressa Molè, con l'intervento del professore Giarrizzo (allievo come Mazza dell'eminente storico Santo Mazzarino), che ha definito il volume difficile, dal momento che il suo autore presuppone disinvoltamente molti particolari ed elementi non noti ai più; è naturale però d'altro canto che un'opera, che come quella del Mazza, che si rivela preziosa e punto di riferimento per gli studiosi, gettando una nuova luce su un'epoca per molti versi composita e densa di conflitti, culturali e non, come la tarda antichità, risulti abbastanza ostica a chi si cimenta nello studio di una materia poco conosciuta. Il grande merito del volume, però, sempre secondo Giarrizzo, sta nell'aver fatto emergere il fatto che anche i grandi periodi storici percepiti come di decadenza possono contenere in sé un notevole potenziale creativo.
Il professore Mazza ha accolto di buon grado le critiche di Giarrizzo riconoscendone la fondatezza.
Si sono succeduti poi gli interventi della dottoressa De Salvo, del professore Antonino Pinzone e del professor Yann Rivière, che hanno focalizzato la loro attenzione su alcune parti dell'opera, sottolineandone il carattere profondamente unitario pur nella sua struttura di raccolta di saggi, sia da un punto di vista storiografico, sia nel rilievo dato alla lingua e alla religione come luoghi privilegiati per riuscire a cogliere i prodromi e la dinamica dei cambiamenti epocali.
Antonio Pasqualino
7/11/2010
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