Un evento musicale significativo al cortile Platamone di Catania Il Flaminio
di Giovanni Battista Pergolesi 
Da sinistra: Manuela Cocuccio, Sabrina Messina, Chiara Vyssia Ursino e Daniela Rossello.
Mercoledì 22 luglio 2009, nell'affascinante corte del cortile di palazzo Platamone a Catania ha avuto luogo un evento di rilevante valore artistico e musicale: la presentazione al pubblico etneo (prima assoluta in Sicilia) di una vera e propria chicca del teatro settecentesco, la commedia per musica Il Flaminio, su libretto di Gennarantonio Federico e musica di Giovanni Battista Pergolesi. La serata è stata aperta dal Presidente dell'Istituto Musicale Vincenzo Bellini di Catania dott. Angelo Munzone, che ha spiegato in modo approfondito ed esaustivo le motivazioni alla base della scelta de Il Flaminio.
L'opera in tre atti fu l'ultima fatica teatrale di Pergolesi e venne eseguita per la prima volta al Teatro Nuovo di Napoli nell'autunno del 1735, un anno prima che il grande compositore morisse di tisi a soli 26 anni. La deliziosa partitura era scomparsa dalle scene nel corso dell'800 e del 900 ed era stata riscoperta solo in anni recenti dalla “Fondazione Pergolesi Spontini” e soprattutto dall'interessamento del valente musicologo Francesco Degrada, che ne aveva proposto un importante allestimento scenico nel 2004.
La produzione e la realizzazione de Il Flaminio è stata integralmente curata da docenti e discenti dell'Istituto Musicale Vincenzo Bellini di Catania, in uno con la Camerata Polifonica Siciliana, che hanno anche utilizzato un esemplare integrale della partitura conservato presso l'Abbazia di Montecassino, pregio filologico quest'ultimo di grande rilevanza nella messa in scena della pièce e che ne accresce i meriti culturali.
Il plot dell'opera è alquanto vicino per struttura al dramma serio, e rappresenta il solito personaggio turlupinato che dopo imbrogli, tresche, fraintendimenti, confusioni e travestimenti si rassegna al trionfo delle coppie ed a rimanere nelle sua solitudine.
Il prof. Giovanni Grasso, docente del Laboratorio di Arte Scenica, oltre ad attendere all'adattamento del libretto, ha realizzato una regia tanto sobria, elegante ed equilibrata quanto attraente e coinvolgente, riuscendo a creare un flusso sinergico fra musica, recitazione, canto e azione scenica. Il prof. Giovanni Ferrauto ha diretto l'Orchestra da Camera dell'Istituto Musicale Vincenzo Bellini con alta precisione, cesellando e facendo risaltare della magnifica partitura ogni particolare significativo, ogni piccola variazione timbrica, dinamica e agogica.
All'altezza del compito loro assegnato sono stati i cantanti Salvatore Fresta (Polidoro), Chiara Vyssia Ursino (Flaminio), Sabrina Messina (Giustina), Daniela Rossello (Agata), Massimo Blanco (Ferdinando), Manuela Cocuccio (Checca), Salvatore Disca (Bastiano).
Il numerosissimo pubblico convenuto ha potuto usufruire di un completo e minuzioso programma di sala che si componeva di ben tre brevi saggi firmati rispettivamente dai Professori Aldo Mattina, Dario Miozzi e Lina Maria Ugolini.
Giovanni Pasqualino
23/7/2009
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