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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


Tosca

convince ancora il pubblico internazionale

di Torre Del Lago

Quando va in scena Tosca, ovunque il pubblico accorre per ammirare, più che in ogni altra opera, tutte le componenti di una partitura di gran classe, caratterizzata da una musica e da una teatralità straordinarie, quest'ultima da considerare come la più complessa ed espressiva creazione della produzione operistica di ogni epoca. Ed è da dire che spesso le attese degli spettatori non rtimangono deluse, facendo trascorrere una serata a dir poco soddisfacente, com'è accaduto in questi giorni al pubblico internazionale che di solito gremisce il Nuovo Gran Teatro di Torre del Lago.

In scena, come si può dedurre, proprio Tosca, proposta dal 55° Festival Puccini con un nuovo allestimento realizzato tramite le scene schematiche e moderatamente neoclassiche firmate da Antonio Mastromattei, con gli eleganti ed appropriati costumi disegnati da Pierluciano Cavallotti, e soprattutto con la regia di Beppe De Tomasi, una vera istituzione nel campo teatrale in genere, che ha curato una messinscena di tutto rispetto, non danneggiata assolutamente da un guasto che durante il terzo atto ha costretto i tecnici ad intervenire a scena aperta. Pressoché sullo stesso piano è da valutare poi anche il rendimento della compagnia di canto, nella quale si imponevano sia i due protagonisti, Olga Romanko ed Enrique Ferrer, sia il sanguigno Silvio Zanon nelle vesti di Scarpia.

E non è stata meno importante la presenza sul podio di Fabrizio Maria Carminati, alla guida dell'ottima orchestra del Festival, così come abbastanza significativi sono da considerare il coro dello stesso Festival, istruito da Stefano Visconti, e il coro delle voci bianche (Puccini, come forse qualcuno non sa, amava sempre l'inserimento di bambini nell'azione di molte delle sue opere), coro – quest'ultimo – istruito da Susanna Altemura.

Non c'è altro da dire per un'edizione di livello senz'altro superiore, che perpetuta il mito di Tosca più di 109 anni dopo la prima rappresentazione, avvenuta al Teatro Costanzi di Roma (oggi Teatro dell'Opera). Quel giorno l'opera romana di Puccini, per una serie di circostanze sfavorevoli (ancora oggi non si esclude una sorta di congiura ordita da qualche collega-rivale del musicista lucchese) ottenne una sorta di fiasco; ma, come molte delle composizioni pucciniane, questa bocciatura fu ben presto cancellata dai trionfi che l'opera raccolse un po' ovunque. La Storia è fatta così, e soprattutto insegna che il vero successo di un'opera d'arte spesso giunge dopo qualche anno di attesa. Alla faccia dei menagrami.

Michele La Spina

12/8/2009

La foto del servizio è di Aldo Umicini.