RECENSIONI
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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


 

Il Requiem in do minore di Giovanni Pacini in prima mondiale a Catania

Mercoledì 2 novembre nella chiesa di San Giuliano a Catania ha avuto luogo il primo dei tre appuntamenti della prestigiosa Rassegna “Bellini Eventi”, promossa dalla Provincia Regionale di Catania e diretta dal maestro Maurizio Ciampi. In programma l'esecuzione di una messa da Requiem in do minore di Giovanni Pacini (il musicista ne ha scritto tre) riscoperta casualmente nel 1992 dallo stesso Ciampi presso la biblioteca del Conservatorio di Napoli “San Pietro a Majella”, mentre conduceva delle ricerche sulla produzione realizzata da Bellini nel periodo trascorso, in qualità di studente, nella prestigiosa istituzione musicale partenopea. Una lodevole iniziativa che prima di arrivare alla viva esecuzione ha visto decriptare una vetusta e poco leggibile partitura, trascriverla con pazienza e attenzione per poi infine analizzarla e realizzarne un'edizione critica, cosa quest'ultima portata a termine da Antonio Mistretta, brillante allievo di Ciampi.

La cosa che più ha colpito la nostra curiosità ed ha stimolato il nostro insopprimibile spirito umoristico è stata la dicitura esibita dal frontespizio del manoscritto originale: “Dedicata alla sua terra natale” e ancora più sotto “A Catania sua patria offre Pacini”. Ma come mai un musicista offre come ringraziamento alla città che lo ha visto nascere un Requiem? Ci saremmo aspettati un Inno, una Cantata, un Oratorio, un'Ode od una qualunque altra tipologia di composizione, ma mai e poi mai un Requiem! Il Requiem è per i defunti! Può anche darsi che Pacini possedesse poteri profetici e premonitori! Forse riuscì a percepire già da allora quale sarebbe stata la sorte della sua città natale? Ne antivide l'immane decadenza degli ultimi decenni e con la sua sensibilità artistica ne percepì gli scempi che sarebbero stati perpetrati da sindaci ed amministratori vari? Oscuri ed arcani enigmi del mondo dell'arte!

Ironia a parte dobbiamo sinceramente dire che l'interpretazione da parte del maestro Yalchin Adigezalov, formatosi alla prestigiosa scuola russa di Ilya Musin, è stata di ottima caratura. Egli ha diretto il coro e l'orchestra della Camerata Polifonica Siciliana con piglio sicuro e con avvincente scioltezza eviscerando i lati più densi e significativi di una composizione interessante e suggestiva, densa di pathos e carica di traboccante emotività. Buone le prove offerte dai solisti Lina Privitera (soprano), Francesca Aparo (contralto), Michele Mauro (tenore) e Salvatore Todaro (Basso).

Di Pacini conoscevamo un altro Requiem, quello composto dal musicista nel 1864 e dedicato alla memoria del conterraneo e collega Vincenzo Bellini, eseguito nel 1988 presso la Chiesa Monumentale di S. Francesco in Lucca, nell'edizione critica curata da E. Maggini e diretto da Gianfranco Cosmi.

A questa world première ci auguriamo segua una realizzazione discografica della stessa partitura e perché no, un'integrale delle tre messe da Requiem dell'ingiustamente dimenticato Giovanni Pacini.

Giovanni Pasqualino

13/11/2011