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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


Teatro inedito di Antonio Aniante

edito da Il girasole Edizioni

Un pregiato e pregevole volume edito da Il Girasole Edizioni, diretto con oculata sagacia da Angelo Scandurra, ha arricchito la bibliografia riguardante lo scrittore siciliano Antonio Aniante con la pubblicazione di due opere teatrali inedite: la commedia tragica in tre atti Il mercato dei miracoli e l'atto unico Mezzuomo.

Nato a Viagrande il 2 gennaio del 1900, Antonio Rapisarda, in arte Antonio Aniante, dopo avere intrapreso gli studi classici cominciò a pubblicare su giornali e riviste catanesi liriche e brevi racconti, frequentando anche personaggi come Filippo Anfuso, Ercole Patti, Vitaliano Brancati e Giuseppe Villaroel. Negli anni Trenta lo troviamo a Parigi, dove vive da bohèmienne vendendo libri di seconda mano e gestendo una galleria d'arte a Montparnasse. Inoltre collabora con articoli a giornali, riviste, dando vita a romanzi, racconti e biografie. Dal 1946 si stabilirà sulla Costa Azzurra a Latte, un paesino vicino Ventimiglia, dove morirà il 6 novembre del 1983.

Ricordiamo fra i suoi romanzi più celebri Un jour très calme (1934) al quale si ispirerà il regista Julien Duvivier per il suo film Sous le ciel de Paris (1950); Ricordi di un giovane troppo presto invecchiatosi (1939); Obbrobriose confessioni (1952); La rosa di zolfo (1957) in seguito anche in versione teatrale; Figlio del sole (1965).

L'esordio teatrale di Antonio Aniante era avvenuto con il dramma sacro Quinziano, redatto in cinque atti e con grande rispetto delle regole classiche, rappresentato nell'estate del 1918 all'arena Gangi di Catania ed ispirato al martirio di S. Agata. Secondo quanto poi narrato dallo stesso autore, la rappresentazione ebbe esito negativo, sia per la lungaggine del testo, sia perché a raffigurare la martire era stata ingaggiata una donna di malaffare. In ogni caso lo scrittore amareggiato e deluso lascia Catania e comincia a peregrinare per varie città quali Firenze, Milano, Parigi e Roma. Proprio nella capitale Aniante si fermerà dal 1926 al 1930 e in quell'arco di tempo darà vita alla sua ricca produzione teatrale, facendo rappresentare per il Teatro degli Indipendenti diretto da Anton Giulio Bragaglia Mezzuomo (1925), Gelsomino d'Arabia (1926), Bob Taft (1927), Il fecondatore di Siviglia (1928), Carmen Darling (1929) e Carmen (1930).

La presentazione dei testi inediti, riscoperti e riportati alla luce dalla prof.ssa Margherita Verdirame, valente studiosa della produzione dello scrittore siciliano, al quale fra l'altro nel 1982 aveva già dedicato una precisa ed accurata monografia, riesce a focalizzare da un punto di vista storico, letterario e stilistico l'importanza delle due commedie all'interno della produzione dell'artista ed all'interno della storia del teatro italiano del novecento. La postfazione di Manuela Spina integra in modo esaustivo il libro delineando con estrema cura l'avventurosa vita e la ricca e variegata produzione letteraria dell'eccentrico scrittore siciliano. Insomma una chicca da non perdere per tutti gli appassionati di teatro e di letteratura moderna e contemporanea.

Giovanni Pasqualino

20/10/2011