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Un fascicolo dedicato al musicista Luigi Savi
a cura di Gaspare Nello Vetro
Ricercatore tenace, storico scrupoloso, studioso attento e nel contempo acuto ed originale, Gaspare Nello Vetro ha curato da recente, nel n. 23 (Anno VII) della pregevole rivista trimestrale Bella Parma, una dettagliata ed accurata biografia del musicista ottocentesco Luigi Savi, del quale in realtà si avevano ad oggi solo poche e frammentarie notizie.
Nato a Parma il 16 aprile del 1803 da una famiglia di musicisti, Luigi Savi mostrò una precoce inclinazione all'arte dei suoi, tant'è che cha dal 1816 al 1825 fu Violoncello Soprannumerario (non stabile) della Ducale Orchestra parmense. Con il permesso della Duchessa Maria Luigia lavorò di volta in volta prima a Brescia, poi a Bologna e nel 1821 potè recarsi a Milano per continuare i suoi studi con Giuseppe Sturioni. Nel 1826 fu aperta a Reggio la Scuola di musica comunale dove il maestro fu nominato maestro di violoncello e contrabbasso. Nel 1833 conobbe a Napoli Gaetano Donizetti e nel 1834 incontrò Nicolò Paganini, che si era stabilito in una villa a Gaione, alla periferia di Parma. L'incontro con il grande virtuoso genovese diede impulso alla creazione di uno splendido quintetto, dedicato allo stesso musicista ed eseguito alla sua presenza. Primo violino di questa prima esecuzione fu Antonio Bazzini. Nel 1834 venne rappresentato al Teatro Ducale di parma il primo melodramma di Savi Il Cid, per il libretto di Jacopo Ferretti, che riscosse un buon successo. A seguito di tale popolarità ed alle segnalazioni di Paganini all'impresario Lanari, Savi si trasferì a Firenze dove fu nominato direttore degli spettacoli del maggior teatro fiorentino, quello di via della Pergola, e dove ricevette l'incarico di scrivere una nuova opera in musica. Così il maestro parmigiano creò, su libretto del valente Felice Romani, Caterina di Cleves, presentata per la prima volta al pubblico l'11 gennaio 1838, riscuotendo un notevole successo sia di pubblico che di critica. Il successo dell'ultima opera aveva reso la posizione del compositore più solida, al punto che nella primavera del 1838 aveva firmato un contratto triennale con Andrea Bandini, nuovo impresario della Pergola, come direttore degli spettacoli teatrali e per comporre alcuni melodrammi.Venne così approntato da Jacopo Ferretti il libretto Adelson e Salvini, il cui argomento, preso da una novella di François Arnaud, era già stato precedentemente ridotto da Andrea Leone Tottola ed era stato musicato nel 1816 da Violentino Fioravanti prima e poi nel 1825 da Vincenzo Bellini. La nuova versione dell'opera del Ferretti musicata dal Savi venne rappresentata il 30 gennaio alla Pergola e rimase sulle scene del teatro fiorentino per ben 24 sere. Il 24 ottobre 1840 al Teatro Carlo Felice di Genova, andò in scena il melodramma buffo L'avaro, ossia Un episodio di san Michele su libretto di Felice Romani. Purtroppo il musicista non potè godere a lungo del suo successo perché l'11 gennaio del 1842 Luigi Savi morì improvvisamente (colpito da apoplessia) e lo stesso giorno fu sepolto nei chiostri della basilica di S. Croce.
L'interessante fascicolo è inoltre corredato da lettere, documenti inediti, da un'analisi del Gran Quintetto a cura di Emilio Ghezzi, dal repertorio completo delle composizioni del musicista parmense e da originali e rare riproduzioni iconografiche.
Giovanni Pasqualino
9/4/2010
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