RECENSIONI
-

_ HOMEPAGE_ | _CHI_SIAMO_ | _LIRICA_ | _PROSA_ | _RECENSIONI_| CONCERTI | BALLETTI_|_LINKS_| CONTATTI

direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


Tuccio Musumeci e Marcello Perracchio in

Miseria e Nobiltà

di Eduardo Scarpetta

Con Miseria e Nobiltà di Eduardo Scarpetta il Teatro Brancati di Catania ha inaugurato la stagione 2011-2012 che offre, nonostante i sempre più strenui sforzi del nostro beneamato governo per affossare ogni tipo di manifestazione culturale, un ricco e variegato cartellone con interpreti di grande rilievo, in grado di soddisfare le esigenze del pubblico catanese.

E forse è stata la crisi economica che ci avvolge con la delicatezza di un boa constrictor ad influenzare la scelta del direttore artistico del Brancati, Tuccio Musumeci, per lo spettacolo d'apertura: fame e lusso, intrallazzi per sbarcare il lunario e lusso pacchiano e sfrenato si sono alternati in una caleidoscopica e comica girandola sul palcoscenico del teatro di via Sabotino, strappando calorose risate ed entusiastici applausi al folto pubblico intervenuto, pago di saziarsi di arte e di ilarità alla faccia dell'arcigno e ingessato Tremonti.

La disavventure di Felice Sciosciammocca, spiantato afflitto da un'amante affascinante come un'arpia e costretto a condividere la sua estrema indigenza con un'altra famiglia di poveracci, hanno visto un Tuccio Musumeci in splendida forma, dalla comicità elegante ed assolutamente spontanea. Il lavoro, adattato in dialetto siciliano e con punte polemiche a fior di labbra anche per la nostra derelitta città, ha trovato un degno sostegno nelle belle scene di Riccardo Perricone, nei costumi di Angela Gallaro, che ben sottolineavano lo stacco tra la miseria e il lusso opulento dei nuovi ricchi, ma soprattutto nella essenziale regia di Nicasio Anzelmo, che ha saputo ben sfruttare non solo la figura scenica plastica e dimessa, comica anche nelle movenze, di Tuccio Musumeci, ma anche l'aggressiva e sanguina recitazione di Margherita Mignemi (Luisella, amante di Felice).

Bravi tutti i comprimari, da Massimo Leggio a Barbara Gallo, da Egle Doria a Rossana Bonafede, da Salvo Scuderi a Plinio Milazzo, da Giorgia Migliore a Claudio Musumeci. Nel secondo atto ha spiccato l'aristocratica nonchalance di Aldo Toscano, che ha ben reso il personaggio del nobile decaduto, gagà impenitente in bolletta per i suoi vizi, costretto di fatto a sottostare ai diktat aristocratici e classisti dei ricchissimi congiunti per continuare a campare.

Marcello Perracchio, notissimo al pubblico per il ruolo del bisbetico medico legale nella serie del Commissario Montalbano, ha sfoderato come sempre la sua grinta di caratterista di gran classe. I suoi duetti con Musumeci hanno costituito i momenti più esilaranti del secondo atto, dove entrambi hanno dominato con estrema sicurezza la scena, senza mai scadere nel caricato o nella strenua ricerca della battuta comica reiterata fino alla nausea che tanto affligge il nostro teatro dialettale.

Giuliana Cutore

31/10/2011

Le foto del servizio sono di Giuseppe Messina.