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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


 

Jacopo Foroni

Un musicista italiano alla corte di Svezia

Bisogna fare un plauso vivissimo alla Sterling per avere realizzato ultimamente due CD in cofanetto dell'opera Cristina Regina di Svezia del valido ma oramai quasi totalmente negletto musicista ottocentesco italiano Jacopo Foroni, morto prematuramente all'età di soli 33 anni.

Nato il 25 luglio del 1825 a Valeggio sul Mincio, Jacopo Giovanni Foroni, figlio d'arte, fu avviato fanciullo allo studio della musica dal padre Domenico e completò la sua formazione al Conservatorio di Milano dove fu allievo di Alberto Mazzuccato.

Il suo primo lavoro teatrale fu l'opera Margherita, su libretto di Giorgio Giachetti, che venne rappresentata al Teatro Re di Milano l'8 marzo del 1848 con un certo successo. Qualche giorno dopo partecipò all'insurrezione delle 5 giornate di Milano ma, fallita la sommossa, pensò bene di lasciare l'Italia, almeno per qualche tempo. Proprio allora otteneva una scrittura, da parte dell'impresario romano Vincenzo Galli come direttore d'orchestra per una serie di concerti in Danimarca e Svezia. Gli Italiani riscossero nei paesi scandinavi clamorosi successi ed in particolare a Stoccolma dove venivano rappresentate le opere di Donizetti Lucia di Lammermoor, Lucrezia Borgia, Linda di Chamonix, Don Pasquale; di Bellini Beatrice di Tenda; di Verdi Ernani ed I Lombardi alla prima crociata e dello stesso Foroni nel maggio del 1849 Cristina Regina di Svezia su libretto di Giovanni Carlo Casanova. Così il Regio Teatro dell'Opera di Stoccolma assunse Jacopo Foroni quale direttore del Regio Teatro dell'Opera, succedendo al valente Johan Fredrik Bergwald, considerato all'epoca uno dei più grandi compositori svedesi.

Nel 1851 ritorna in Italia per circa due anni. Fa rappresentare a Milano l'opera I Gladiatori e poi ritorna a Valeggio sul Mincio per rivedere il vecchio genitore e stare qualche tempo con lui. Nel 1853 muore il padre, e così Foroni decide di ritornare di ritornare in Svezia dove oltre all'incarico di direttore dell'orchestra del Regio Teatro dell'Opera viene eletto membro della Reale Accademia Musicale di Stoccolma e insignito dal re Oscar I dell'Ordine di Vasa. Nel 1858 scrive il suo ultimo lavoro, L'avvocato Pathelin, un'opera buffa il cui plot ruota attorno alle difficoltà di un leguleio senza clienti e senza soldi. Purtroppo l'opera verrà rappresentata pochi mesi dopo l'immatura morte del compositore, avvenuta l'8 settembre 1858 a causa del colera. Jacopo Foroni ci ha lasciato anche tre ouvertures sinfoniche, una Sinfonia fantastica, un Quartetto, una Messa e vari pezzi per pianoforte.

L'opera Cristina di Svezia mantiene a nostro avviso una freschezza ed una vitalità tali da poter essere proposta al pubblico contemporaneo; inoltre la valida edizione critica di Anders Wiklund, messa in scena da The Göteborg Opera Orchestra and Chorus, diretti con estrema perizia da Tobias Ringborg, conferma la nostra opinione. In realtà salta subito all'orecchio che, tanto per fare un esempio, i concertati non sono certo quelli di Donizetti, Bellini o Verdi, ma nel complesso la musica di Jacopo Foroni forse non merita il totale oblio nel quale è caduta, e varrebbe senz'altro la pena di riprendere anche in Italia l'opera dedicata alla regina svedese.

Giovanni Pasqualino

6/6/2011