RECENSIONI
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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


Inaugurata la Stagione per ragazzi

Un brillante Principe ranocchio

al Piccolo Teatro, apologo sulla diversità

Notevole successo per l'apertura della stagione del teatro per ragazzi al Piccolo Teatro di Catania (via Ciccaglione 29), con la novità assoluta Il Principe ranocchio, fiaba musicale dei fratelli Grimm, adattata da Domenico Carboni, con le musiche di Pietro Cavalieri, scene e costumi di Oriana Sessa, luci e fonica di Simone Raimondo e la regìa, come sempre attenta ed estremamente creativa, di colui che del luogo è l'anima, ovvero Gianni Salvo. Già sin dalle 16, orario del primo spettacolo, il folto pubblico di grandi e piccini di ogni età accalcava il botteghino del teatro, desideroso di assistere e partecipare emotivamente ad una delle note fiabe di coloro i quali nel secolo XIX racchiusero, dalle tradizioni dell'antica Germania, nei loro libri delle narrazioni che sono da gran tempo dei capolavori mondiali (da Biancaneve a Cenerentola ad Hansel e Gretel). La scelta di Carboni e Salvo, unitamente all'indovinato allestimento della struttura tecnica ed alla movimentalità compositiva, è stata indovinata, dappoiché il pubblico che gremiva la circolare sala ha attentamente seguito la storia del principe per magìa mutato in rospo, ed innamorato della principessa la quale, pur con uno sforzo per superare la ripugnanza, deve accoglierlo per compensare l'errore di aver fatto cadere nel lago la sfera d'oro costituente la regalità, senza cui non soltanto il padre Re non ha più il potere, ma anche chi la possiederà potrà avere tutto il regno.

Densità di simbolismi che già i fanciulli è molto bene imparino ad apprendere, ed i cosiddetti ‘grandi' edotti in tale linguaggio, ben conoscono. Seppure il rospo ha da dividere còlla principessa il desco, essa nondimeno lo respinge anche se lentamente si rende conto della sua dolcezza, del suo stile fascinoso, il quale supera e fa dimenticare la diversità e bruttezza del corpo. Diversità appunto, tema scoperto della fiaba in versione moderna che Carboni e Salvo hanno lanciato quale apologo per la società odierna, affatto attuale e necessario, che viene condivisa anche dalla fanciulla, trasformata anche lei in rana dalle malvagie malìe della strega Curcumina. E mentre invano i due infelici, ma anche consapevoli della loro struttura, chiedono inutilmente aiuto al mago Scarabocchio (il quale ribadisce che vuole eventualmente rimanere tale, non tornare umano… esplicitando quasi che la libertà è anche pericolo, o forse chiudendosi nel bozzolo della sua alienazione), finalmente si comprende che non solo il bacio fra i due potrà rompere l'incantesimo, ma anche una trappola che getterà la strega nel lago, consentirà di recuperare la sfera d'oro, autentico palladio del reggimento universale, nonché possedere la scopa – da sempre medium perfetto delle strategìe mirifiche delle megere medievali, le quali dal volo alle erbe trasmutatorie lo utilizzarono, più in senso mitopoietico che in quello reale – che, solo arco di collegamento, sarà in certo senso il ‘filtro' del ritorno alla umanità ed al lieto fine della fiaba.

Andrà infatti così, con indovinati intermezzi musicali: il principe fingerà, tornato bello, di esser stato in un lungo viaggio, e principessa e Re sapranno a chi affidare le sorti del regno, versus dell'Umanità. La quale, verrebbe da riflettere oltre la sottile e garbata analisi di Carboni e Salvo, se accetta il ‘diverso' lo fa, tristemente, imponendogli una maschera, quella del conformismo che presto o tardi dovrà cadere, oppure in certi casi per molti dì sarà trasportata ed impressa nel volto, il quale incrostatosi con essa, più non può sovente distinguersi nella sua autentica essenza. Con Montale si potrebbe dire: “Mi hanno chiesto chi sei. Se lo sapessi \ lo direi a gran voce. E sarei chiuso \ tra quelle sbarre donde non s'esce più” (dalle Poesie disperse).

Particolare elogio meritano gli attori della storia, Tiziana Bellassai, Alberto Orofino, Giuseppe Carbone, e la bravissima e bella Egle Doria, nella doppia versione della governante e della strega Curcumina. La stagione 2010\11 per ragazzi del Piccolo Teatro proseguirà con Va' dove ti porta il piede, di e con L.Kibel (23 gennaio), Peter Pan di Barrie e Ugolini (20 febbraio), Hansel e Gretel dei Grimm (13 marzo), Magic Bubbles show di e con M.Zoppi (3 aprile) e Pippi Calzelunghe di A. Lindgren (22 maggio).

Francesco Giordano

2/12/2010