RECENSIONI
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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


 

Oh mia patria sì bella e perduta

Il Nabucco di Taormina Arte

Fra le motivazioni coscienti che hanno condotto Enrico Castiglione a proporre quest'anno assieme all'Aida il Nabucco c'è quella di commemorare degnamente il 150° anniversario dell'Unità d'Italia con un'opera di ispirazione patriottica, ma fra quelle più inconsce e profonde, ma si stratta solo di una nostra personale opinione, non sarà stata neanche assente la condizione di forte crisi civile, economica e sociale attraversata dalla nostra nazione. Ogni artista, è risaputo, assume e recepisce gli umori, le incoerenze e le contraddizioni del proprio tempo secondo il suo pensiero, la sua sensibilità, la sua personalità, la sua Weltanschaung, che poi adeguatamente rielaborate si trasfondono giocoforza nella sua inventività, creatività e infine nella sua viva produzione.

Pertanto le scene e scenografie create da Castiglione per l'edizione 2011 del Nabucco ci sono parse non solo suggestive, molto allusive, accattivanti e coinvolgenti, ma sono riuscite in ciascuna delle quattro parti del melodramma a comunicare, attraverso le tonalità coloristiche, i simboli. le forme, gli spazi illusori creati e gli arabeschi ogni stato d'animo affiorante sulla scena. Anzi scene e proiezioni hanno contribuito non poco ad accentuare ed esaltare da un lato e a far trasmutare e trasfigurare dall'altro tutta la sofferenza di un popolo oppresso e calpestato, tutto l'impeto guerriero di un popolo invasore, insomma tutto il pathos ed i fremiti di quelle dialettiche emotività già infuse all'opera da Antonio Ghislanzoni e Giuseppe Verdi. Adeguato pendant alle scene e proiezioni digitali sono stati i magnifici costumi creati da Sonia Cammarata; dovremmo anzi parlare di vera e propria simbiosi dell'abbigliamento con tutto il resto, sia per i colori e le linee ma anche per l'estrema meticolosità e precisione storica con la quale sono stati realizzati gli abiti. Da evidenziare anche l'accurato e sempre ben mirato disegno delle luci di Lorenzo Tropea.

Pier Giorgio Morandi ha diretto l'efficiente Orchestra Sinfonica Festival Euro Mediterraneo ed il valido Coro Lirico Francesco Cilea con estrema sicurezza ed assoluta precisione, sviluppando una connessione ed una coordinazione perfetta e completa fra golfo mistico e palcoscenico. La sua conduzione semplice ma nello stesso tempo salda, nitida ed efficace ha saputo infondere il dovuto vigore alla non certo agevole partitura verdiana.

Il cast vocale si è mostrato nel complesso degno di cotanto spettacolo, anche se a guardare più da vicino ed in modo meticoloso si sono notate piccole sfasature. Chiara Taigi (Abigaille) ha dominato con estrema sicurezza l'ardua tessitura affidata alla sua interpretazione, ma probabilmente non è apparsa assolutamente a suo agio nel ruolo, come per esempio lo era stata nella Medea. Juan Pons, nella parte eponima, pur evidenziando qua e là le doti del baritono di alta prestanza e gran classe che è sempre stato, ha mostrato qualche leggera defaillance nella forza e nella potenza del suono. Massimo Chiarolla (Ismaele) e Eufemia Tufano (Fenena) sono riusciti a definire in modo dignitoso ed accurato i profili dei personaggi interpretati. Francesco Ellero D'Artegna (Zaccaria), specie nell'aria e nella cabaletta della prima parte, ha messo in evidenza la sua salda timbratura bronzea e brunita anche se un po' carente riguardo all'emissione ed alla potenza. Decorose anche le interpretazioni di Antonio De Gobbi (Gran Sacerdote), Renato Gazzaniga (Abdallo) e Maria Cioppi (Anna). Da segnalare infine l'elegante brochure, ricca di varie notizie sulla storia del Nabucco e sulla sua messa in scena taorminese, curata da Matteo Pappalardo.

Il foltissimo pubblico intervenuto, c'erano spettatori d'ogni paese e nazionalità ed il botteghino pare abbia emesso più di cinquemila biglietti, ha tributato densi e calorosissimi applausi a tutti gli artisti non solo alla fine ma nel corso dell'intera opera; una vera e propria ovazione si è registrata a conclusione della prima parte del celeberrimo coro “Vá, pensiero, sull'ali dorate”.

Giovanni Pasqualino

14/8/2011

Le foto del servizio sono di Enrico Di Giacomo.