RECENSIONI
-

_ HOMEPAGE_ | _CHI_SIAMO_ | _LIRICA_ | _PROSA_ | _RECENSIONI_| CONCERTI | BALLETTI_|_LINKS_| CONTATTI

direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


 

Sicilian Tragedi di Ottavio Cappellani

al Teatro Ambasciatori di Catania

Giovedì 7 gennaio 2010 al Teatro Ambasciatori di Catania, per la stagione programmata dal Teatro Stabile, abbiamo assistito alla pièce in due atti Sicilian Tragedi che lo scrittore Ottavio Cappellani ha tratto dal suo omonimo romanzo già pubblicato da Mondadori e celebrato in tutta Italia con largo consenso di pubblico e di critica.

Una lunga sequela di sketch, siparietti, episodi, brani o come in ogni caso andrebbero designate varie vicende umane, tutte però unite dall'unico comune denominatore di svilupparsi in Sicilia e intrecciati variamente a Mafia, sesso, politica, potere, cattiva gestione pubblica, intrallazzi amministrativi e pseudo-culturali.

Dando vita ad una forte tensione dialettica fra teatro civile e teatro d'intrattenimento, la sottile regia di Guglielmo Ferro ha saputo cogliere in pieno la dicotomia latente del testo fra commedia e tragedia e con forte grinta e personalità è riuscito a renderla tangibile e palpabile sulle tavole del palcoscenico. Come ha sottolineato lo stesso regista nella conferenza di presentazione: «La Sicilia è una terra metaforica, dove gli estremi, tragedia e farsa, spesso sono inclini a coincidere. L'evoluzione sociale della storia siciliana degli ultimi vent'anni è stata così accelerata e ipertrofica da rendere difficile la distinzione fra verità e finzione…».

Ieratica, solenne e a tratti scultorea l'interpretazione offerta da Ida Carrara (Contessa Salieri) aderente in modo quasi empatico, almeno in questa occasione, ai moduli del teatro estraniante di ascendenza brechtiana. Più sanguigna e vicina a moduli veristici e proto veristici è stata l'esilarante e simpatica prova offerta da Guia Ielo (Wanda Pirrotta), che è riuscita a delineare con perfetta congruenza il carattere della Housewife sicula tipica degli ambienti medio-borghesi, oscillante sempre fra comportamenti di ossessiva petulanza ecolalica e vacuità perbenista di facciata.

Il versatile ed estroverso Mimmo Mignemi (Assessore Falsaperla, Assessore Paino) ha saputo assumere con estremo garbo e nonchalance i tratti più stucchevoli, nauseanti e ambigui tipici dei politicanti, in tutte le variegate sfumature di trasversalismo e opportunismo. Sebastiano Tringali (Turi Pirrotta) ha vestito in pieno i panni dell'uomo traffichino e tornacontista, sempre pronto a vendere e svendere i più “alti ideali” ed i più “sacri principi morali” per una spessa mazzetta di denaro o per un buon versamento in banca sul proprio conto corrrente.

Piene di verve e di humor le interpretazioni di Gino Astorina (Caporeale), Filippo Brazzaventre (Mr.Turrisi), Agostino Zumbo (Cagnotto), Francesca Ferro (Lambertini), Aldo Toscano (Cosentino), Stella Egitto (Betty Pirrotta).

Alquanto suggestivi e parecchio funzionali allo spettacolo le scene di Stefano Pace ed i costumi di Francoise Raybaud. Le musiche ed i video di Massimiliano Pace in uno con le coreografie di Donatella Capraro e le luci di Franco Buzzanca hanno contributo non poco a rendere tutto lo spettacolo brioso, vivace, attraente e nello stesso tempo altamente significativo. Da segnalare anche la dinamica e giovanile presenza degli allievi della Scuola d'Arte Drammatica “Umberto Spadaro” che hanno saputo insufflare una notevole carica di freschezza e vitalità all'inetra rappresentazione.

Il foltissimo pubblico presente, tutti i posti a sedere erano esauriti, ha tributato calorosi e reiterati applausi a scena aperta.

Giovanni Pasqualino

8/1/2010