RECENSIONI
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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


 

Turandot

al Petruzzelli di Bari

Una Turandot in forma semiscenica è andata in scena presso il capannone 7 della Fiera del Levante a Bari. Purtroppo non è il posto ideale per un'opera così complessa ed impervia, ma ringraziamo comunque la Fondazione che in brevissimo tempo è riuscita a trovare una location alternativa.

Cosa dire? Purtroppo con tutti i mezzi a disposizione l'acustica ne ha risentito molto e a peggiorare il tutto anche le condizioni atmosferiche; il vento e l'acqua riuscivano a sovrastare addirittura coro ed orchestra!

Numerose le persone accorse per questo evento di inaugurazione della Stagione Operistica della Fondazione Del Teatro Petruzzelli; il Sindaco di Bari Emiliano in primis che più volte ha commentato ai giornalisti e alla Stampa la situazione burrascosa di questo Teatro, che vuole ma non riesce ad aprire! Lasciando stare questo argomento focalizziamo la nostra attenzione sulla Turandot rappresentata il 20 marzo 2009.

Le scene ed i costumi, che abbiamo potuto vedere solo in minima parte nel secondo atto, sono firmati da Nicola Rubertelli e Odette Nicoletti. La regia del nostro caro Roberto De Simone.

La direzione è stata affidata al giovane direttore d'orchestra Denis Vlasenko, russo, forse troppo acerbo per la direzione di un'opera così complessa. Gesto semplice, regolare e solfeggiato che non lasciava spazio all'acme di pathos tipico pucciniano.Già dal primo atto, durante il Coro "Muoja, si muoja" si avverte una leggera discrepanza tra i fiati e gli archi. L'orchestra Sinfonica della Provincia di Bari ha ben retto questa dura prova. Il Coro della Fondazione, diretto magistralmente dal Maestro Franco Sebastiani, ha saputo regalare forti emozioni; è un coro ricco di sfumature e colori, qualità che non tutti riescono ad avere.

A causa di un'indisposizione del soprano Paoletta Marrocu (Turandot), ad esibirsi alla prima, un'artista di fama internazionale, Giovanna Casolla, voce grintosa, piena, perfetta per il ruolo, che sa affrontare la difficile tessitura nella sua interezza, una bellissima lezione di canto a mio avviso.
Ian Storey, tenore di bel timbro, nei panni del Principe Calaf non ha entusiasmato particolarmente il pubblico.

Solitamente dopo il "Nessun Dorma" la folla si lascia andare in un tifo quasi da stadio, ma non in questo caso. Forse perché negli acuti tendeva a stringere la gola e non liberava totalmente il suono, ricordiamo che  noi tutti siamo da sempre stati abituati ad ascoltare voci piene, una tra tutte quella del nostro stimato Luciano Pavarotti!
Timur affidato al basso De Gobbi ha affrontato molto bene la sua parte, anche se tende a imbrunire la sua voce, già scura e potente di per sè. La Liù di Roberta Canzian è dotata di un bel timbro brillante, anche se sugli acuti spoggiava un pò e a tratti calava di intonazione. E comunque il suo debutto nei panni di Liù e sicuramente in uno spazio più adatto come quello di un Teatro sarebbe stato sicuramente strepitoso. Simpatici e grotteschi, i Ping Pong e Pang di Colaianni, Pisani ed Olivieri, che hanno affrontato bene la propria parte in una mescolanza ben calibrata dei lori timbri. Max Renè Cosotti (L'imperatore) risultava essere poco legato e troppo scandito, ogni sillaba risultava essere troppo accentata. Dolci e musicali i bambini del Coro di voci bianche diretto da Emanuela Aymone.

Bisogna inoltre aggiungere che il Coro dei Bambini e Max Renè Cosotti ed anche la Banda diretta dal Maestro Giuseppe La Malfa sono stati collocati in 2 palchi lontano rispettivamente 10 e 21 metri ai lati sinistro e destro del palco centrale occupato da Coro, Orchestra e Solisti. Dobbiamo, perciò aggiungere che per questi 2 gruppi musicali la difficoltà è stata addirittura raddoppiata per quanto riguarda l'esecuzione degli insiemi!Una nota la dobbiamo anche al Maestro La Malfa :dirigere un ensemble di ottoni e percussioni a 21 metri di distanza non sarà stato tanto facile.

Una Turandot buona nell'insieme. Attendiamo sempre la riapertura del Teatro e così la messa in scena di quest'opera.

Ambra Gentile

25/3/2009