RECENSIONI
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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 

Maurizio Lastrico

al teatro Musco di Catania

Venerdì 25 febbraio il comico Maurizio Lastrico si è esibito con notevole successo di pubblico al teatro Musco di Catania. La sua comicità frizzante, schietta, diretta, acuta ed efficace ci ha deliziato per più di un'ora e mezzo senza peraltro scadere mai nelle panie del predicozzo proto-moralistico e para-politico al quale in questi ultimi anni ci avevano oramai assuefatto i vari Crozza, Guzzanti, Covatta et similia, sempre inclini al solito e gratuito copione fisso con protagonisti Silvio Berlusconi, Emilio Fede, Gianfranco Fini, Sandro Bondi, Lele Mora, le veline, i bunga-bunga, le escorts, i festini, ecc.

Maurizio Lastrico non ha fatto leva sulla battuta facile, sul compiacimento protestatario, sul sarcasmo predicatorio, sulla critica sociale a buon mercato. Il suo umorismo di oraziana memoria si è dipanato e snodato in modo lieve, fluido, sciolto e scorrevole, avvalendosi di una mimica facciale efficace e plastica di grande veemenza e forte comunicativa, oltre che di una gestualità ben congegnata ed esilarante nei suoi effetti e nelle sue movenze approssimate a quelle di una marionetta.

Punto di forza dell'elegante e garbata comicità espressa dall'abile comico genovese rimane senza dubbio il suo esprimersi in endecasillabi sciolti, tipologia certo nobile, luminosa, sfavillante e ariosa della versificazione italiana, interpuntati qua e là da qualche parola moderna più vivace e colorita che rompe l'incanto metrico e prosodico per ridurlo a ridicola e grottesca parodia di se stesso. Egli attua una vera e propria funzione estraniante del linguaggio, linguaggio che diventa esso stesso strumento di satira e derisione verso i tic, le manie, le angosce, le ossessioni i luoghi comuni che affliggono l'uomo nella vita moderna e contemporanea.

Con la sua verve elegante ed aristocratica Lastrico è riuscito per esempio a ridicolizzare in modo tanto sublime quanto impietoso la figura stereotipa dell'insegnante, mettendone in mostra tutte le miserie, frustrazioni e disagi, da quelli economici a quelli psicologici e sociali. Ribadendo pubblicamente il nome e cognome di una maestra e di una professoressa che da bambino avevano afflitto e vessato la sua fanciullezza, umiliandolo e deridendolo in classe per non aver fatto i compiti o per aver commesso delle monellerie, non avendo certo compreso le sue future doti artistiche, il comico ci è parso come portare a termine una vendetta postuma nei confronti di una categoria di persone che dovrebbero certo mostrare molta più attenzione, duttilità e comprensione verso le incertezze e insicurezze dei bambini e degli adolescenti.

Certamente Maurizio Lastrico merita il grande successo riscosso in tutta Italia che lo ha portato in cima al panorama cabarettistico nazionale e fra i protagonisti della celebre trasmissione Zelig.

Giovanni Pasqualino

26/2/2011