RECENSIONI
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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


 

Ritorno a Donizetti

Un'attesa riesumazione della poco frequentata (solo due volte dal lontano 1977 – una in concerto) Linda di Chamounix consentiva di mettere di rilievo, ancora una volta, come il pubblico del Liceu rimanga fedele all'autore delle inaugurazioni (sempre la Bolena, sostituita dopo l'ultimo incendio dalla pucciniana Turandot). Un pienone –i n particolare per il primo cast – per un'opera che indubbiamente conosce alti e bassi e diventa un po' lunghetta, ma dove si possono trovare sempre delle perle (tra l'altro, senza questa Linda sarebbe difficile capire la Miller verdiana e senza il deprecato Pierotto sarebbe più difficile arrivare a cogliere l'essenza di, per esempio, L'amico Fritz e La Wally). Anche se ci sono sempre i detrattori di Donizetti, peggio per loro come appunto si è avverato.

Dirigeva, più che bene (ma sempre c'è qualcuno con la puzza sotto il naso – sembra che si voglia dimenticare che una volta Abbado dirigeva con piacere e qualità Capuleti e che Muti si occupa ancora oggi di Don Pasquale), Marco Armiliato, con un'orchestra in buona forma e una prestazione ottima del coro (preparato come al solito dall'eccellente maestro José Luis Basso). La nuova produzione di Emilio Sagi non risulterà epocale (e allora?) ma – con qualche elemento in più nell'atto primo, troppo caricato e troppo ‘kitsch' – era funzionale e lasciava alla musica lo spazio che soprattutto in questo repertorio richiede (benissimo in particolare il secondo atto, qui unito al terzo, che ci dava una seconda parte di quasi due ore ma dove nessuno fiatava o se ne andava, non suonavano cellulari, le tossi erano poche e si sentiva l'attenzione partecipe del pubblico. Tanti altri spettacoli ‘perbene' vorrebbero tutto ciò anziché il solito fuggi-fuggi generalizzato).

Diana Damrau – alquanto prudente nell'aria di sortita – e Juan Diego Flórez si esibivano in stato di grazia e sulle loro spalle portavano gagliardamente tutto il peso dell'opera e del suo successo. Ma, com'è noto, qui non bastano due protagonisti eccelsi. Del resto va dato atto delle prestazioni di Simón Orfila (Prefetto), di Bruno de Simone (con la voce purtroppo sempre più secca) in un ruolo impossibile come quello del Marchese (un cattivo buffo che non sta né in cielo né in terra), e di una brava Silvia Tro Santafé nei panni di Pierotto (malgrado un vibrato molesto, dei gravi aperti e un timbro poco bello). Se nei brevi interventi di Maddalena, la madre, si fece notare negativamente María José Suárez, è triste dovere menzionare il preoccupante stato vocale e il poco interessante intervento scenico di Pietro Spagnoli in una parte purtroppo fondamentale come quella di Antonio.

Nel secondo cast va rilevato soprattutto il Carlo di Ismael Jordi en Carlo, nella ‘classica' versione di tenore lirico e quindi senza gli acuti e sovracuti stratosferici di Flórez né il suo miracoloso fiato e canto legato, ma comunque ottimo. Mariola Cantarero non si risparmiava, ma la sua Linda, volenterosa sì, avrebbe richiesto una voce meno stanca e stridula. Paolo Bordogna cantava un Marchese di voce rigogliosa (se non bella) ma nel portarlo verso l'aspetto decisamente buffo (nel quale il giovane cantante è maestro) evidenziava ancora di più le cadute o i problemi della partitura nell'aspetto drammatico. Con una voce alquanto opaca in zona centrale e un volumen in qualche momento scarso, il bel timbro e l'emissione dei gravi e degli acuti decretavano un'accoglienza più che favorevole per il Pierotto di Ketevan Kemoklidze. Mirco Palazzi, il Prefetto, non aveva troppa autorità scenica ed evidenziava delle limitazioni nell'estremo acuto ma in compenso sfoggiava un bel colore di basso cantante. E Fabio Capitanucci s'imponeva come un eccellente Antonio (forse deve ancora superare un problema di emissione che fa suonare l'acuto meno pieno e piuttosto ‘indietro'....Il fraseggio più incisivo seguirà quando non dovrà più pensare alle note). In quest'occasione l'orchestra suonava più di una volta troppo forte. Speriamo che l'anno finito così in bellezza al Liceu continui nello stesso modo in questo 2012...

Jorge Binaghi

10/1/2012

Le foto del servizio sono di Antonio Bofill.