RECENSIONI
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direttore responsabile _ Giovanni Pasqualino_


 

 

 

 


 

Prolegomeni al Festival Mahler

Per un compleanno importante ci vuole una festa importante. E così, nel capoluogo lombardo, per festeggiare i trent'anni dell'Orchestra Sinfonica di Milano e i venticinque del Coro Sinfonico, si son fatte le cose in grande: un nuovo ciclo mahleriano, allargato non solo alle Sinfonie, ma a tutta la produzione del compositore di boemo: quindi anche ai Lieder , direte voi. Sì, sia quelli tratti dal Wunderhorn, sia quelli su poesie di Friedrich Rückert (i Rückertlieder e i Kindertotenlieder), sia quelli su testo proprio (i Lieder eines fahrenden Gesellen, qui nella versione per flauto, clarinetto, armonium, pianoforte, percussioni e quintetto d'archi di Schönberg del 1920). Ma non solo: con l'esclusione di Das klagende Lied, una cantata giovanile, e del Totenfeier, la versione primigenia di quello che con pochissime modifiche diventerà il primo movimento della Seconda Sinfonia, il Festival Mahler, dal 22 ottobre al 13 novembre, abbraccia veramente tutto: da quel lacerto giovanile che è il Quartetto per pianoforte e archi in la minore, o per lo meno da ciò che ne resta, il solo primo movimento, a rarità come un Preludio sinfonico in do minore ricostruito da Albrecht Gürsching, di dubbia autenticità e per molto tempo attribuito a Bruckner, fino alle Sinfonie di Schumann e alle Suites orchestrali di Bach ristrumentate da Mahler. E non solo: a corona di ciò, le Sinfonie di Beethoven, uno dei cavalli di battaglia del Mahler direttore, e brani di compositori a lui contemporanei: Richard Strauss per il versante europeo, Charles Ives per quello statunitense. È abbastanza? No, ché un festival non è completo senza un ciclo di cortometraggi, a cura di Mahler Foundation, di un film, La perdizione di Ken Russell (che invero si prende parecchie libertà nel momento in cui Cosima Wagner, in veste di Valchiria, fa affrontare a un sottomesso Gustav virili prove di forza alla Sigfrido per dimostrare il suo vigore cristiano, o ariano, rinnegando così le sue pusillanimi origini ebraiche: episodio realmente avvenuto, questo del cambio di confessione, ma non certo affondando una spada nel cuore di un drago e leccandone il sangue appollaiato su una croce…) e della presentazione di una novità editoriale: Tutto Mahler, Zecchini editore, raccolta di saggi a cura di Gastón Fournier-Facio che portano la firma di illustri studiosi italiani del repertorio.

La scelta del compositore non è casuale. Scrive Ruben Jais, Direttore Generale e Artistico dell'Orchestra Sinfonica di Milano: «6 ottobre 1999: dopo gli anni passati in Sala Verdi presso il Conservatorio di Milano e al Teatro Lirico, l'Orchestra Sinfonica di Milano approda alla sua nuova e definitiva casa: l'Auditorium di Milano – Fondazione Cariplo. Per inaugurare degnamente questa rinnovata sala da concerto […] il Maestro Riccardo Chailly, allora nostro Direttore Musicale, sceglie di eseguire la Seconda Sinfonia di Mahler, “La Resurrezione”, coinvolgendo il neonato Coro Sinfonico, diretto da Romano Gandolfi [segue l'intero ciclo Mahler-Chailly completato nel 2013]. Il rapporto con il repertorio mahleriano, sinfonie e cicli di lieder, diviene così stringente che nel 2001 il Sindaco di Milano Gabriele Albertini nomina, alla presenza del Maestro Riccardo Chailly e di Marina Mahler, nipote del compositore, lo spazio antistante l'ingresso dell'Auditorium “Largo Mahler”». La partecipazione di diverse orchestre, non solo della Sinfonica di Milano, consente di diversificare l'offerta esecutiva, come pure quella di diversi direttori: interverranno infatti la Filarmonica della Scala, l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia (Roma), Spira Mirabilis, l'Orchestra I Pomeriggi Musicali (Milano), l'Orchestra della Toscana e l'Orchestra Giovanile Italiana (Firenze), l'Orchestra Nazionale della Rai (OSN, Torino), l'Orchestra Fondazione Arena di Verona, l'Orchestra Haydn di Bolzano e Trento e la Filarmonica Arturo Toscanini; tra i direttori, in testa Chailly, ma anche bacchette del calibro di Manfred Honeck, Markus Stenz, Robert Trevino, Marco Angius, Ottavio Dantone, Claus Peter Flor e altre. Le sedi, oltre all'Auditorium di Milano, prevedono Anteo, Palazzo del Cinema (per La perdizione), il Forum Austriaco di Cultura (per i cortometraggi), il Teatro Gerolamo per l'unico concerto cameristico e il Duomo di Milano per la monumentale Ottava Sinfonia “dei mille” .

Christian Speranza

2/11/2023