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Mario Grasso
un intellettuale fuori dal comune

Non è assolutamente un caso che il primo romanzo di Mario Grasso pubblicato dalla casa editrice Flaccovio di Palermo nel 1968, intitolato Il gufo reale, venisse ornato anche dalla prefazione di Giuseppe Fava che fra l'altro ebbe ad annotare: “… Il nostro tempo c'è dentro, tutto, nel libro di Mario Grasso: l'astuzia, l'imbroglio, l'avidità, la capacità del dolore, l'ambizione incessante, la crudeltà morale, tutte le componenti del nostro modus esistenziale.” Protagonista del romanzo è Ruggero Targiassi, emblema dell'uomo cinico, rozzo e incolto che però è diventato ricco, influente e potente grazie ai contributi dello stato italiano e della regione siciliana e grazie ad una fitta ragnatela di intrecci e cabale politiche viene candidato dal partito nel quale milita e viene eletto deputato al Parlamento nazionale. Fava morirà ucciso dalla mafia a Catania nel gennaio del 1984, cioè circa sedici anni dopo avere scritto la prefazione e morirà per avere testimoniato non solo a causa della sua attività letteraria ma soprattutto per essersi impegnato in indagini e cronache giornalistiche che evidenziavano il clientelismo e il deleterio intreccio fra il mondo della politica e il mondo del malaffare. Anche Mario Grasso fa parte della schiera di quegli artisti nati in Sicilia impegnati nel civile come non solo fu Fava ma anche Michele Pantaleone, Elio Vittorini, Vitaliano Brancati, Ignazio Buttitta, Leonardo Sciascia, che hanno rappresentato e rappresentano ancora oggi l'espressione più alta e nobile della cultura isolana dell'ultimo secolo. Come non ricordare a tal proposito il bel saggio del 1994 Michele Pantaleone personaggio scomodo (Edizioni Prova d'Autore) nel quale Mario Grasso, come recita la quarta di copertina, riesce a focalizzare alcune problematiche del nostro vivere civile perchè “…mette a confronto i compromessi e le connivenze che hanno contribuito al proliferare della mafia; soprattutto al suo progressivo inserimento nei gangli della vita economica e sociale, politica e persino intellettuale della Sicilia e dell'intero Paese…”? Ma la creatività e l'originalità instancabile e poliedrica di Mario Grasso non si esplicitò solo nell'impegno civile ma anche nella poesia, nelle traduzioni dal russo e dall'ucraino, negli studi di linguistica, nella promozione di riviste letterarie che si sono sempre distinte per la qualità, l'abilità, la competenza e la preparazione dei suoi tantissimi e valentissimi collaboratori.
Da un paio di mesi è uscito il volume Mario Grasso un intellettuale fuori dal comune curato dalla moglie e suo fedele braccio destro Nives Levan che ha raccolto una folta messe di testi, interviste e testimonianze che ne ricostruiscono e ripercorrono a trecentosessanta gradi il suo iter di artista e di uomo di cultura. Il testo si avvale di quattro sezioni distinte, la prima raccoglie varie recensioni dedicate alla sua produzione narrativa e saggistica, la seconda è invece riservata alle recensioni alla sua produzione poetica, la terza è dedicata alle interviste rilasciate a radio, giornali e riviste mentre la quarta raduna testimonianze varie di personalità che lo conobbero e frequentarono. Alla fine del libro, ricco di ben trecentoventi pagine, sono state inserite due schede, la prima contenente notizie bibliografiche e la seconda una bibliografia della critica a lui dedicata. Il volume pubblicato da Prova d'Autore, casa editrice diretta della stessa Nives Levan, si avvale anche di una pregiata e pregevole prefazione di Stefano Lanuzza. Mario Grasso, nato ad Acireale nel 1932 e morto a Catania nel 2022, ha lasciato un vuoto davvero incolmabile nella cultura italiana moderna e contemporanea ma anche un ricordo indelebile di indefessa attività, grande umanità, profonda coerenza di pensiero e originale creatività, tutte qualità che emergono in modo indiscutibile dalla eccellente pubblicazione.
Giovanni Pasqualino
17/1/2026
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